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Marcello Mondazzi ha ripreso il titolo della sua scultura da un graffito della Villa datato 1565: Nihil est ovo-Non c'è ragione all'uovo (2005-2006), una forma ovoidale, trasparente e permeabile alla luce, che sperimenta un nuovo trattamento del materiale plastico, fuso per combustioni successive e modellato.
Si tratta di una ricognizione dello stato della scultura in Italia, indagato attraverso i lavori realizzati da artisti appartenenti a generazioni diverse e con diverse tecniche e materiali: dall'acciaio forgiato di Spagnulo alla pietra scolpita di Catania, dalla terracotta di Guidi alla plastica fusa per combustione di Mondazzi, dall'assemblage di elementi industriali saldati di Mattiacci alla modellazione di elementi in ferro di Mainolfi, fino all'acciaio corten di Stacciali e Cavenago.
Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Lazio d'intesa con la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, e organizzata da ATI De Luca Editori d'Arte-Mostrare, la mostra è curata da Giorgio de Marchis, Nicoletta Cardano, Maria Vittoria Marini Clarelli.
Umberto Cavenago ha collocato in una delle aiuole in pendenza l'opera La 74 (2006), una scultura su ruote in acciaio corten che si presenta come una macchina progettata in sessanta pezzi da montare in modo da stravolgere le tradizionali nozioni di immobilità.
Home e Cultura scultura contemporanea a Villa d'Este mostre stampa Segnala Commenta La scultura contemporanea a Villa d'Este La celebre residenza del cardinale Ippolito d'Este a Tivoli ospita i lavori di otto artisti italiani contemporanei, presentati tra fontane, cascate e giochi d'acqua del parco cinquecentesco.
RomaOne: Arte e Cultura La scultura contemporanea a Villa d'Este
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