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TEXT CACHED
Donato in Perano (Gaiole in Chianti); tra Radda, Casa Bereto e la Villa; forse anche gli spazi tra Castelvecchi e S.
Cetamura del Chianti \u232\'8f attualmente indagata da missioni della Florida State University (REICH, 1985, pp.
Aree ad alta resa archeologica sono indicabili in tale successione (menzione in scala di valore):\par - spazi compresi tra il corso mediano del torrente Arbia e il corso mediano del fiume Ombrone (corrispondono al campione di maggiore estensione suI territorio di Castelnuovo Berardenga); }{\f0\fs36\cf1 \par }{\f1\cf18 -}{\f1\cf1 }{\f1\cf18 spazi compresi tra Castellina in Chianti e il suo confine sud;\par - spazi compresi tra Villa a Sesta e Cetamura-Poggione (Castelnuovo Berardenga);\par - spazi tra S.
\par Sino all'immediato secondo dopoguerra, il territorio chiantigiano era caratterizzato dalla presenza di un'estesa maglia di poderi a conduzione mezzadrile facenti capo a fattorie che erano centri di trasformazione, talvolta fornite di servizi amministrativi e di commercializzazione dei prodotti.
Il processo investe interamente il Chianti }{\f1\cf19 35}{\f1\cf18 , con la sola eccezione del territorio di Radda }{\f1\cf19 36}{\f1\cf18.
\par Demarcata a nord dalla catena Monti del Chianti, si presenta come un mosaico di superfici molto allungate nel senso delle pieghe del rilievo, colline e alture articolate nelle direzioni nord nord ovest, sud sud est.
Sono riconducibili alla prima categoria le realt\u224\'88 di Castellina in Chianti e della zona Poggione-Villa a Sesta }{\f1\cf19 6}{\f1\cf18 ; alla seconda le evidenze rintracciate nelle zone di Fonterutoli }{\f1\cf19 7}{\f1\cf18 (ma forse si tratta di necropoli legate a villaggi dipendenti da Castellina), Radda in Chianti (ricerche rese difficoltose della destinazione del suolo ma indizi incoraggianti nelle fasi di uso di Poggio la Croce e le tombe della Malpensata }{\f1\cf19 8}{\f1\cf18 ), Colonna del Grillo (Tomba del Marzolo o delle Cerrete, materiali nel bosco adiacente, stratificazioni sull'altipiano dei Caggi }{\f1\cf19 9}{\f1\cf18 ), Mencia-Monteaperti.
Felice, Arceno e Petroio-Quercegrossa (Castelnuovo Berardenga); i dintorni di Rodano e Lilliano (Castellina in Chianti); la zona tra Gaiole e S.
\par Per la campionatura applicata sul Chianti senese abbiamo scelto i seguenti fattori: habitat paesaggistici, rinvenimenti noti, indicazioni della documentazione d'archivio.
Fornaci sono invece riscontrabili in habitat di bassa collina nella fascia compresa tra la zona sud di Castellina in\par Chianti di Castelnuovo Berardenga, ovvero tra S.
Indizi in tal senso possono essere letti nelle stesse fasi di frequentazione delle strutture; tanto da superficie (Cetamura della Berardenga e Castellina in Chianti) quanto da scavo (Cetamura del Chianti e Poggio la Croce) la fortificazione delle alture \u232\'8f preceduta da villaggi databili tra VII - VI secolo a.
Le aree di probabili presenze (essenzialmente piccoli villaggi con unit\u224\'88 abitative in materiale deperibile) corrispondono a zone che si caratterizzano per peculiarit\u224\'88 paesaggistiche (come dimostra la zona dell'Acqua Borra) o, soprattutto, che s'inseriscono lungo le due direttrici viarie individuate; pertanto tracce di depositi ascrivibili tra bronzo finale e prima et\u224\'88 del ferro possono comparire sugli spazi di alta collina e altura posti nei dintorni della attuale strada statale 429 in corrispondenza del tratto che collega Castellina in Chianti a Radda in Chianti; con sufficiente grado di attendibilit\u224\'88, vista la tendenza della risorsa archeologica (bronzo finale e prima et\u224\'88 del ferro rinvenuti in corrispondenza di siti con lunga frequentazione) le presenze possono continuare anche nei dintorni del tratto Radda-Fontecaresino e, strada comunale 50, Radda-Badia a Montemuro.
, anni nei quali \u232\'8f dato rilevare un deciso e repentino impennamento della curva demografica; un boom del popolamento che investe l'intero territorio apportando sensibili novit\u224\'88 per quanto riguarda modello e strutture della rete insediativa; siamo di fronte alla fase di maggiore colonizzazione del Chianti senese, forse pari al solo Medioevo.
\par (D) - Monti del Chianti; catena di rilievi montuosi in successione continua, quote comprese tra 650-870 m slm.
}}{\*\pnseclvl4\pnlcltr\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxta )}}{\*\pnseclvl5\pndec\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxtb (}{\pntxta )}}{\*\pnseclvl6\pnlcltr\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxtb (}{\pntxta )}}{\*\pnseclvl7\pnlcrm\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxtb (}{\pntxta )}}{\*\pnseclvl8\pnlcltr\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxtb (}{\pntxta )}}{\*\pnseclvl9\pnlcrm\pnstart1\pnindent720\pnhang{\pntxtb (}{\pntxta )}}\pard\plain \qj\widctlpar\aspalpha\aspnum\faauto\adjustright\rin0\lin0\itap0 \f4\lang1040\cgrid {\b\f1\fs28\cf17 Il Chianti senese: caratteri paesaggistici e utilizzazione del suolo}{\f0\fs36\cf1 \par \par }{\f1\cf18 Nel definire materialmente lo sfondo su cui lavoriamo \u232\'8f necessario chiarire i concetti di territorio, paesaggio e territorialit\u224\'88.
}{\b\f1\cf1 \par }{\f0\fs36\cf1 \par }{\b\f1\fs28\cf17 \par Gli studi effettuati tra XVIII secolo ed et\u224\'88 contemporanea:\par il Chianti come creazione etrusca}{\f0\fs36\cf1 \par \par }{\f1\cf18 Vediamo adesso, sotto quali angolature \u232\'8f stata affrontata la ricostruzione diacronica del Chianti senese.
Marcellino in Chianti); ulteriori tracce di frequentazione sono inoltre rilevabili in habitat di passaggio tra alta collina-inizi altura ma non abbiamo potuto verificarne la reale portata; prediletti i terreni non acidi, scarsamente pietrosi e facilmente coltivabili, mai distanti da fonti di approvvigionamento idrico.
\par CAMAITI, 1965 = CAMAITI R, La popolazione e la realt\u224\'88 statistico-economica del Chianti Milano.
\par La crisi del sistema di conduzione mezzadrile rappresenta il fenomeno principale intorno al quale ruota la trasformazione economico-sociale dell'intero Chianti avviatasi tra gli anni Cinquanta e la met\u224\'88 del decennio successivo.
Alto Medioevo}{\f1\cf18 \par Non verificabili alcune indicazioni provenienti dall'edito (materiali tardoromani e altomedievali nel territorio di Radda in Chianti; fibule ritenute di epoca longobarda nel territorio di Castellina in Chianti) }{\f1\cf19 29}{\f1\cf18 , disponiamo di un solo indizio per la zona di Gaiole (oreficerie di VI secolo }{\f1\cf19 30}{\f1\cf18 ).
\par Alla viabilit\u224\'88 sono da relazionare inoltre alcune strutture riconosciute sulle cime dei Monti del Chianti (Monte Muro e Monte Masseto }{\f1\cf19 10}{\f1\cf18 ; forse anche Castellare }{\f1\cf19 11}{\f1\cf18 ) a quote rispettivamente di 809 m slm.
Esclusi rinvenimenti in area d'altura; nuovi elementi potrebbero comparire in corrispondenza delle zone gi\u224\'88 oggetto di segnalazioni (altri poderi contadini) mentre zone inedite potrebbero rivelarsi le superfici poste a nord di Lilliano sino alla strada statale 429 e il tratto iniziale del borro Strollo, nei dintorni di Castellina Scalo (Castellina in Chianti); nei dintorni di Petroio-Macialla, di Pacina, nel rettangolo racchiuso dal fiume Ombrone, il torrente Ambra e la strada statale 73 (Castelnuovo Berardenga); sulla fascia compresa tra il torrente Arbia, il borro delle Pecine e la zona di S.
\par 41 Quasi tutti i castelli del Chianti presentano oggi corpi di fabbrica derivati dalle pesanti opere di rifortificazione e di rafforzamento effettuate.
\par Nel secondo caso, in corrispondenza del castello di Cetamura della Berardenga }{\f1\cf19 5}{\f1\cf18 , il villaggio va a occupare spazi posti nelle immediate adiacenze di uno dei principali passi della zona dei Monti del Chianti; una situazione molto confusa, prodotta dal susseguirsi di ripetute fasi occupazionali, non permette la redazione di ipotesi circa le attivit\u224\'88 portate avanti dalla comunit\u224\'88.
\par Nel corso dei primi tre decenni di questo secolo, l'imperativo esasperato di documentare e catalogare porta l'interesse degli studiosi di coloro che sono deputati alla conservazione dei beni archeologici sul territorio nazionale a una inedita stagione di vitalit\u224\'88 della quale beneficia lo stesso Chianti: sono ben venticinque le segnalazioni di rinvenimenti archeologici occasionali effettuati in questa zona, anche se limitati soprattutto al periodo etrusco e in piccola parte alla protostoria }{\f1\cf19 5}{\f1\cf18.
(a cura di), Il Chianti tra geografia e storia, atti della I giornata di studi chiantigiani, Greve 1984, Firenze.
\par Come dimostrano i dati proposti, le presenze di stratificazioni sul Chianti senese hanno avuto un incremento con percentuale del 75% pur lavorando all'interno di aree campione che rappresentano poco pi\u249\'9d del 40% dell'estensione territoriale.
, Dal Chianti romano al Chianti altomedievale, "Quaderni del Centro di Studi Chiantigiani", Nuova serie, 8, Aprile 1994, pp.
L'allevamento (prevalentemente ovini e in parte suini) \u232\'8f sviluppato in particolare sui territori di Castelnuovo Berardenga e di Castellina in Chianti.
Diversa la situazione nrgli altri comuni; piccoli segnali di vitalit\u224\'88 si sono manifestati comunque a Castellina in Chianti, dove il gruppo Saligolpe ha collaborato con la Soprintendenza Archeologica della Toscana allo scavo della necropoli etrusca di Fonterutoli.
Un alto potenziale in tal senso \u232\'8f ipotizzabile soprattutto sulle cime boschive di Gaiole in Chianti e Radda in Chianti.
\par Il potenziale archeologico maggiormente consistente sembra localizzarsi soprattutto in corrispondenza degli habitat di altura e in particolare sull'area intorno Castellina in Chianti, sull'area dei Monti del Chianti e superfici di fondovalle per la zona di Castelnuovo Berardenga.
\par Lo spazio in oggetto corrisponde alle circoscrizioni territoriali dei comuni di Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Radda in Chianti; racchiude un'estensione totale di quasi 386 kmq con caratteristiche geografiche eterogenee che, in scala, riassumono le trame paesaggistiche dell'intera provincia senese.
La possibilit\u224\'88 intravista di individuare stratificazioni riconducibili ai secoli dell'alto Medioevo, larghi spazi coperti da vegetazione boschiva e un abbandono all'incolto nella maggior parte di Gaiole in Chianti e nella fascia ovest di Castelnuovo Berardenga, ha concentrato la ricerca soprattutto sugli habitat A, B e in parte C.
Polo in Rosso pieve che agli inizi del XIV secolo aveva anch'essa l'assetto di una fortezza; territorio di Radda in Chianti: Badiaccia a Montemuro cinta di difese sin dagli inizi del XIV secolo.
, \ldblquote Gaiole in Chianti e il suo comune: societ\u224\'88 ed economia dal Medioevo all'et\u224\'88 moderna", in CENTRI E.
La zona d'altura rappresenta quindi un baluardo difensivo verso i centri dell'agro fiorentino e la regione del Chianti senese la parte finale di un territorio dipendente o controllato da centro urbano.
Quirico e Pace }{\f1\cf19 16}{\f1\cf18 ; la constatazione di numerose scorie di fusione pertinenti a minerali ferrosi nella maggior parte dei siti rinvenuti sul Chianti senese, il conforto della struttura riconosciuta da scavo, prospettano nuovamente la ricerca di una dipendenza dall'esterno marcatamente ridotta.
\par Tracce di frequentazione eneolitica, ancora sottoforma di materiali sporadici, sono inoltre attestate in habitat A a poche centinaia di metri da una delle stazioni paleolitiche e in habitat C sulle alte colline che precedono i Monti del Chianti.
Aree ad alto potenziale archeologico si riconoscono nei dintorni di Castellina in Chianti, nella zona tra Busona e gli spazi a sud est di Quercegrossa, in localit\u224\'88 Fonterutoli dove non sono ancora stati rintraciati i villaggi od il villaggio relativo alla necropoli; inoltre nei dintorni di Radda sino alle colline in direzione di Vagliagli, tra Mencia e Caspreno, le superfici innalzate in localit\u224\'88 Colonna del Grillo e l'area Poggione-Villa a Sesta.
, Lo scavo dell\rquote insediamento fortificato d'altura in localit\u224\'88 Poggio La Croce a Radda in Chianti, "Cronache e memorie del Chianti", 2, pp.
\par A tale produzione si deve memoria e documentazione sufficientemente accurata di due importanti rinvenimenti effettuati rispettivamente a Castellina in Chianti (il tumulo di Montecalvario }{\f1\cf19 1}{\f1\cf18 ) e nella zona di Montaperti (l'ipogeo di Pancole).
, Lo scavo dell\rquote insediamento fortificato d'altura in localit\u224\'88 Poggio La Croce a Radda in Chianti, Siena.
\par Per il Chianti senese possiamo solo contare sui brevi accenni della rivista del Centro Studi Chiantigiani, basati soprattutto sulla trattazione di edifici religiosi (lo studio del romanico nel Chianti) e sulla descrizione di emergenze monumentali in elevato (soprattutto case rurali).
Per esempio Vertine (Gaiole in Chianti) nel 1049 \u232\'8f centro di una curtis descritta > }{\f1\cf19 48}{\f1\cf18.
Con maggiori probabilit\u224\'88 ci troviamo di fronte a strutture isolate, anch'essi inseriti lungo il percorso stradale che attraversava il Chianti.
\par Alla tipologia dei castelli pi\u249\'9d antichi crediamo comunque di potere ricondurre tre rinvenimenti effettuati sul Chianti.
\par Nel Settecento, secolo in cui la produzione storiografica \u232\'8f pervasa da quel vero e proprio urbanocentrismo che gi\u224\'88 aveva condizionato la ricerca svolta nei tre secoli precedenti, la regione chiantigiana risulta praticamente assente dagli interessi eruditi.
\par L'intero territorio comunale di Gaiole in Chianti rappresenta\par comunque un caso anomalo; infatti i dati editi e i rinvenimenti effettuati lasciano intravedere l'esistenza di un'alta presenza archeologica appena accertata, causa larghi spazi abbandonati all'incolto e arature superficiali nelle vigne (coltura maggiormente diffusa).
\par I vuoti riscontrati sul Chianti senese si collocano quindi apparentemente nella tendenza generale.
, Qualche osservazione sulla genesi della struttura storica del territorio chiantigiano", in CARDINI F.
\par I rinvenimenti esposti, oltre al ripostiglio di asce "protovillanoviane" scoperto a Siena, rappresentano l'unica testimonianza tangibile di frequentazione negli spazi compresi tra Monti del Chianti e la confluenza dei fiumi Merse-Ombrone nel sud del moderno comprensorio provinciale.
, La comunit\u224\'88 di San Piero a Venano di Chianti nel Medioevo in San Piero in Avenano, Una chiesa gotica del Cinquecento, "Il Chianti.
La struttura dominante si evolve dalla reggia-palazzo all'oppidum; un processo attuato attraverso tre diverse forme: ristrutturando gli stessi spazi occupati precedentemente dal potentato locale (\u232\'8f il caso di Castellina e, nelle zone a sud di Siena, Murlo) o da villaggi gi\u224\'88 esistenti (\u232\'8f il caso di Cetamura della Berardenga posta a poche centinaia di metri dalla residenza orientalizzante }{\f1\cf19 21}{\f1\cf18 ), oppure creando nuovi complessi fortificati in superfici precedentemente desertate (Cetamura del Chianti nel comune di Gaiole, forse La Pietraia e Poggio la Croce nel comune di Radda }{\f1\cf19 22}{\f1\cf18 ).
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}{\f1\cf21 \par }{\f1\cf1 \par \par }\pard \widctlpar\aspalpha\aspnum\faauto\adjustright\rin0\lin0\itap0 {\b\f1\fs28\cf17 Bibliografia}{\f0\fs36\cf1 \par }\pard \qj\widctlpar\aspalpha\aspnum\faauto\adjustright\rin0\lin0\itap0 {\f0\fs36\cf1 \par }{\f1\cf22 Abbreviazioni}{\f1\cf18 \par AM Archeologia Medievale\par AAS Archivio Arcivescovile di Siena\par ASI Archivio Storico Italiano\par ASS Archivio di Stato di Siena\par BSBS Bollettino Storico Bibliografico Subalpino\par BSP Bollettino Storico Pisano\par BSSP Bollettino Senese di Storia Patria\par EAA Enciclopedia dell'arte antica classica e orientale\par MAAR Memory of the American Accademy in Rome\par MEFRA Melanges de l'\u201\'83cole Fran\u231\'8daise de Rome\par MSVA Miscellanea Storica della Valdelsa\par NSc Notizie degli Scavi di Antichit\u224\'88\par PBSR Papers of the British School at Rome\par QAV Quaderni di Archeologia del Veneto\par Quaderni Quaderni della Biblioteca Comunale Ranuccio Bianchi Bandinelli di Castelnuovo Berardenga\par QS Quaderni Storici\par RAS Rassegna d'arte senese\par RCI Regesta Chartarum Italiae\par RdA Rassegna di Archeologia\par SE Studi Etruschi\par SM Studi Medievali\par \par A.
Utili le diverse del Chianti; tra esse spicca soprattutto e ancora oggi il lucido lavoro del Casabianca, mentre gli epigoni, nonostante maggiori informazioni cui attingere, non hanno quasi mai raggiunto sufficienti livelli di scientificit\u224\'88 }{\f1\cf19 12}{\f1\cf18.
Iacopo) e nord di Castellina in Chianti; in direzione est lo spazio compreso tra Pianella-Pieve di Pacina e Castelnuovo Berardenga; a nord la zona settentrionale di Radda in Chianti e la quasi totalit\u224\'88 delle superfici di alta collina del comune di Gaiole con l'eccezione dei dintorni di Cetamura.
Se la loro incidenza non pu\u242\'98 essere completamente arginata (ma sul Chianti senese aree inaccessibili e aree largamente urbanizzate sono quasi del tutto assenti), la verifica della aereofotointerpretazione sulle aree boschive concede almeno di riconoscere insediamenti di grandi dimensioni (importantissimi per una corretta interpretazione della storia territoriale) altrimenti non censiti se gi\u224\'88 non se ne conoscono ruderi e ubicazione.
Sulle zone di bassa e media collina si andr\u224\'88 incontro a un numero crescente di case sparse, databili tra met\u224\'88 XIV - XV secolo poste su rilievi tabulati e piatti o su sommit\u224\'88 contornate da declivi addolciti; nei terreni adatti potranno comparire resti di fornaci (soprattutto zona crete e argille: meridione di Castelnuovo Berardenga e Castellina in Chianti).
\par La viabilit\u224\'88 continuer\u224\'88 a essere uno dei leit motiv della ricerca sulla zona chiantigiana tra gli anni Cinquanta e il successivo trentennio, con alcuni epigoni dei giorni d'oggi }{\f1\cf19 8}{\f1\cf18 ; non interessa o si evita di tentare una sintesi diacronica dell'insediamento, i rinvenimenti casuali od effettuati in prima persona rappresentano tappe per delineare un tracciato stradale.
Volterra sembra essere il pi\u249\'9d probabile (la limitrofa Val d'Elsa e probabilmente Castellina in Chianti sono gi\u224\'88 stati cos\u236\'93 attribuiti) anche se si osservano alcune presenze culturali d'altro ambito: l'iscrizione funerari a con esempio di scrittura lapidaria d'area chiusina in localit\u224\'88 le Pici sulle prime pendici montuose del comune di Castelnuovo Berardenga.
}{\f0\fs36 \par }{\f1 38 Territorio di Castellina in Chianti: nessuna attestazione; territorio di Gaiole in Chianti: Montecastelli citato dagli inizi del XIII secolo, Ama dal 1215, Cacchiano dal 1203; territorio di Radda: Castiglioni documentato dal 1220; territorio di Castelnuovo Berardenga: Barbaioni attestato dal 1202' Argiano forse castello gi\u224\'88 dal 1212.
}{\f0\fs36 \par }{\f1 37 Territorio di Castellina in Chianti: nessuna attestazione tranne, forse, Pietrafitta dalla fine del XII secolo; territorio di Gaiole in Chianti: Monteluco e Castagnoli citati sin dagli inizi del XII secolo, Monteluco a Lecchi documentato dal 1167, forse Meleto sin dalla fine del XII secolo; territorio di Radda in Chianti: Volpaia citato dal 1172, Trebbia dal 1193; territorio di Castelnuovo Berardenga: S.
, Notizie storiche sui principali luoghi del Chianti (Castellina, Radda, Gaiole, Brolio), Firenze (rist.
\par Aree nelle quali si evince la presenza di un alto potenziale archeologico ma nelle quali i lavori agricoli hanno recato forti danni alle stratificazioni:\par - spazi compresi tra Pontignano e Pieveasciata (Castelnuovo Berardenga);\par - spazi nei dintorni di Gaiole in Chianti;\par - terreni sull'immediato nord ovest di Radda in Chianti.
}{\f0\fs36 \par }{\f1 39 Territorio di Castellina in Chianti: Castellina fortificata dalla met\u224\'88 del XIII secolo, Castagnoli dalla met\u224\'88 del XV; territorio di Radda in Chianti: Le Stinche documentata dal XIV secolo; territorio di Castelnuovo Berardenga: Castelnuovo costruito nel 1366, S.
, Dal Chianti romano al Chianti altomedievale, "Quaderni del Centro di Studi Chiantigiani" Nuova serie, 8, Aprile 1994.
}{\f0\fs36 \par }{\f1 35 Territorio di Castellina in Chianti: Rencine attestato dal 1052, La Leccia dal 1077, Bibbiano, Monternano, Vignale dal 1089; territorio di Gaiole in Chianti: Campi citato dal 1049, Tornano e Lucignano dalla seconda met\u224\'88 dell'XI secolo, Stielle e Barbischio citati dal 108G; territorio di Castelnuovo Berardenga: Monteaperti documentato dal 1023, Valcortese dal 1030, Cetamura, Monastero d'Ombrone e Ripalta dal 1044, Cerrogrosso e Mandriole (oggi scomparsi) dal 1063, Pancole dal 1071, Barca dal 1074, Cerreto, Montalto e Orgiale dalla fine dell'XI secolo.
\par Per la prima categoria presentiamo il caso di Poggione-Villa a Sesta, sulle prime pendici dei Monti del Chianti; si pu\u242\'98 proporre con sicurezza un territorio esteso per circa 10 kmq, con villaggi che si collocano a distanze brevi, occupando l'intera zona di fondovalle, mentre le superfici pi\u249\'9d innalzate sono riservate al villaggio frequentato sin dal bronzo finale e alla residenza aristocratica ("reggia" e necropoli).
Nel primo caso \u232\'8f evidente un restringimento degli ambienti vissuti; esempi di migliore lettura (Fontealpino - Castelnuovo Berardenga }{\f1\cf19 13}{\f1\cf18 ; S, Marcellino a Monti - Gaiole in Chianti }{\f1\cf19 14}{\f1\cf18 ) fanno intravedere non una comunit\u224\'88 ma un numero ridotto di individui (singoli nuclei familiari) che si insediano in ambienti della pars urbana: le ceramiche ascrivibili tra VI - VII secolo sono limitate a una piccola superficie posta all'interno della residenza padronale propriamente detta.
Tale attivit\u224\'88, recentemente sintetizzata in un volume curato dal Centro Studi Chiantigiani di Radda in Chianti, non rientra nelle linee di un progetto mirato; in essa confluiscono recuperi di emergenza, missioni di atenei stranieri }{\f1\cf19 11}{\f1\cf18 , l\rquote attivit\u224\'88 della Soprintendenza archeologica della Toscana }{\f1\cf19 12}{\f1\cf18.
Maggiori informazioni, per i secoli centrali del Medioevo e basso Medioevo, sono quindi riscontrabili in studi di carattere prettamente storico tra i quali si segnalano il lavoro di Cammarosano sulla Berardenga }{\f1\cf19 1}{\f1\cf18 , di Majnoni su Coltibuono}{\f1\cf19 2}{\f1\cf18 , di Conti per la zona circostante Ama (Gaiole in Chianti) }{\f1\cf19 3}{\f1\cf18 , di Wickham per l'incastellamento sulle zone di Radda in Chianti e Gaiole in Chianti }{\f1\cf19 4}{\f1\cf18.
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