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PITTURA A BRESCIA










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La galleria completa degli artisti bresciani Gli eventi da non perdere e le mostre in archivio Torna alla prima pagina di quiBresciArte Scrivi a quiBresciArte.
Fin dalla giovinezza infatti ha sperimentato numerose tecniche di rappresentazione: dal disegno alla pittura, prima ad acquerello poi a olio, fino al pastello degli ultimi lavori.
Anche De Vincenti, durante gli anni dei suoi studi fino alla laurea in lingue straniere, ha coltivato la passione per la pittura, sperimentando diverse tecniche, con particolare dedizione per l'acquerello.
QUI BRESCIA - Artisti bresciani: Giuseppe De Vincenti
In questi luoghi la pittura, e l'arte in generale, molto amata e praticata dalla gente.
Giuseppe De Vincenti vive a Brescia, per contattarlo g.
Così la sua pittura in quegli anni ha ricevuto molti elogi da parte della critica, sia, nel 1994, al concorso nazionale di pittura di Suzzara (Mn), sia, nel 96, al concorso dell'acquerello Durini a Nova Milanese.
quibrescia: le opere di Giuseppe De Vincenti
Tempo libero Ristoranti Osterie Birrerie, Pub Bar Per uno spuntino Gelaterie Cinema Teatri Dopo mezzanotte Itinerari Viaggi Cucina Fitness Appuntamenti Agenda Link bresciani.
I numerosi viaggi in Italia e all'estero, sulle orme dei grandi maestri della pittura, lo hanno inoltre portato a visitare le grandi città d'arte di tutta Europa e in particolare Parigi, dove ha potuto stabilirsi per un periodo, coniugando la passione per l'arte allo studio della lingua francese.
Nei primi Anni 90 ha partecipato con altri artisti alla creazione dello spazio "L'Aura", avventura che, pur essendo durata solo quattro anni, lo ha arricchito molto sotto l'aspetto artistico e umano:"Ho trovato", ha detto a quiBrescia lo stesso De Vincenti, "un ambiente effervescente, aperto alla discussione e al confronto".
Nel 1999, i suoi olii sono stati esposti alla galleria L'Officina di Brescia, alla Sanseverino di Acri e alla Ponterosso di Milano.
quiArtePittura a cura di Nino Lo Castro Giuseppe De Vincenti, la poesia del paesaggio.
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Sono stati i viaggi che De Vincenti ha compiuto in Spagna, Grecia e in particolare a Parigi che poi hanno cambiato radicalmente il suo approccio con la pittura e di conseguenza il suo lavoro.
Dal 1980, poi, l'artista si trasferito a Brescia, dove ancora oggi vive e lavora.
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Questo artista, bresciano d'adozione, ha sempre vissuto una grande passione per la pittura, parallelamente alla sua occupazione di insegnante.



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Giuseppe De Vincenti studia in Calabria fino alla laurea in lingue straniere e contemporaneamente si dedica alla pittura approfondendo le diverse tecniche, con particolare dedizione all’acquerello dove raggiunge numerosi riconoscimenti da parte della critica.
Frequenti viaggi in Italia e all’estero, in particolare in Francia, lo avvicinano ai percorsi contemporanei della pittura e la familiarità con musei e gallerie d’arte gli fanno approfondire i grandi maestri di tutti i tempi.
Nel 1980 si stabilisce a Brescia, sviluppando ad acquarello, pastello e olio la sua tematica di paesaggi mediterranei.
La sua pittura in questi anni riceve molti riconoscimenti da parte della critica: nel 1994, al concorso nazionale di pittura di Suzzara (Mn), nel '96, al "concorso nazionale dell'acquerello" Fondazione Durini a Nova Milanese.
Anche se vive e lavora a Brescia, mantiene un costante rapporto con la sua terra d'origine alla quale torna ogni anno con lunghi soggiorni estivi.



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PIAZZA MORETTO La piazza fu aperta nel 1898 con l'inaugurazione del monumento al grande pittore bresciano del '5OO Alessandro Bonvicino detto il Moretto,opera dello scultore Domenico Ghidoni.
Alla fine del XVIII secolo le truppe francesi guidate da Napoleone posero fine alla dominazione della Serenissima: Brescia fece parte della Repubblica Cisalpina e del Regno d'Italia.
All'interno, nella cappella del Sacramento, la più importante testimonianza della pittura bresciana del '500, sono collocate notevoli opere del Moretto (sulla parete destra) e del Romanino (sulla parete sinistra) con episodi del Vangelo e della Bibbia.
Al piano superiore si ammirano gli affreschi ornamentali (1902-1917) di alcuni pittori bresciani che si ispirarono alla pittura cinquecentesca.
Chiara Sancarlino Camera di Commercio Quadriportico Centro Pastorale Paolo VI Auditorium Museo di Scienze Queriniana Civici Musei d'Arte e Storia Civiltà Bresciana Museo di Scienze Naturali Emeroteca Mediateca Università degli Studi di Brescia Facoltà di Economia Facoltà di Giurisprudenza Facoltà di Ingegneria Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Cattolica del Sacro Cuore Ospedale Civile Ospedale dei Bambini Ronchettino Ospedale S.
La statua dell'artista con tavolozza e pennelli si erge sul basamento ornato da una figura femminile raffigurante la Pittura.
PIAZZA DELLA LOGGIA La più bella piazza cittadina, aperta nel 1433, è dominata dal grandioso edificio rinascimentale della Loggia, oggi sede del Comune di Brescia.
za Vittoria, 2a domenica di ogni mese Exa, mostra d'armi sportive ed accessori, quartiere fieristico EIB, fine febbraio Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, Teatro Grande, maggio Mille Miglia Storica 5a domenica dopo Pasqua Estate in città, cinema e spettacoli, da giugno a settembre Stagione lirica d'autunno Teatro Grande, ottobre -novembre Stagione concertistica della Società dei concerti, novembre Spettacoli di prosa organizzati dal Centro Teatrale Bresciano, Teatro Grande e Teatro S.
Per il rivestimento e l'ornamentazione della facciata, si cercò appositamente una numerosa schiera di lapicidi a Venezia e in Lombardia e si utilizzò la pietra bianca di Botticino (località vicino a Brescia nota per le sue cave).
Nel chiostro quattrocentesco, detto della Memoria, dal 1923, per volere del poeta bresciano Angelo Canossi, vennero incisi sulle colonne i nomi dei bresciani caduti per la patria.
È considerato una delle opere più significative del neoclassicismo bresciano con il solenne prospetto ad archi bugnati comprendente alle estremità due fontane.
Questa piazza, riproponendo in tempi recenti un'antica tradizione, è divenuta sede del mercato settimanale del sabato.
scoprire il centro storico fra piazze, vie e antichi palazzi A Brescia ogni epoca storica ha identificato il suo "centro" in una piazza.
Notevole La presentazione al tempio sull'altare maggiore, opera di un protagonista della pittura romana dell'epoca, Pompeo Batoni, donata alla Pace nel 1747.
Mentre la facciata rimase incompiuta, l'interno è da considerare una delle opere più complete del '700 (non solo bresciano), capolavoro dell'architetto veneziano Giorgio Massari.
Brescia ed i suoi itinerari turistici. Le informazioni per visitare la città, i musei, la biblioteca, il duomo. Visita panoramica della città con il Castello di Brescia e le antiche mura.
030 2977833 da giugno a settembre: 10,00 - 17,00 da ottobre a maggio: 9,30- 13,00 - 14,30- 17,00 da martedi a domenica Brescia Mostre Grandi Eventi via Musei, 30 tel.
Brescia On Line - BresciaOnLine - Brescia OnLine
Anche le attività culturali e la buona tavola rendono attraente Brescia e il suo territorio, divenuto meta interessante per ospiti sempre più numerosi.
L'armonioso interno in stile rinascimentale, con la navata affiancata da cappelle introdotte da colonne con arcate a bassorilievo, si conclude nel coro ornato da alcune grandi tele (1566) del pittore bresciano Ricchino.
Ad Arturo Castelli si deve la "Brescia armata" (nel soffitto sopra lo scalone); a Cesare Bertolotti la lunetta con "Mercurio e Venere" (sulla parete sinistra dello scalone); a Gaetano Cresseri la "Roma vincitrice" (nel soffitto dell'atrio), le lunette con 1"'Officina di Vulcano" e con "Cerere" (rispettivamente sopra 1 'ingresso del Vanvitelliano e sulla parete destra dello scalone), il "Ritrovamento della Vittoria Alata" (nello studio del Segretario Generale), due lunette (nello studio del Sindaco) e il fregio con i "Fanciulli danzanti" (nella Segreteria).
L'antica attribuzione del progetto all'architetto Donato Bramante, pur non trovando conferme, suggerisce l'origine prestigiosadi questo notevole esempio di architettura rinascimentale, riconducibile alla lezione di Andrea Mantegna e di Leon Battista Alberti.
DUOMO NUOVO Nei primi anni del Seicento iniziò la costruzione della nuova cattedrale nel luogo dove sorgeva l'antica San Pietro de Dom.
Nel 1882 si inaugurò il monumento ad Arnaldo, il frate bresciano vissuto nel XII secolo, che si oppose alla chiesa feudale e mondana e fu quindi perseguitato e ucciso come eretico.
Alla piazza del Foro, posta al centro di Brescia romana, si sostituì nel medioevo quella delle Cattedrali e del Broletto.
In questo secolo i pittori Foppa, Romanino, Moretto e Savoldo crearono le opere più famose del Rinascimento bresciano, conservate nella Pinacoteca Civica e nelle chiese cittadine.
L'architetto realizzò anche il cortile d'ingresso con l'imponente portale bugnato e progettò l'adiacente biblioteca fondata nel 1747 dal vescovo di Brescia Angelo Maria Querini, illustre committente di nobile origine veneziana che intrattenne rapporti con politici ed intellettuali d'Europa.
La monumentale opera fu realizzata, sia pure con varie modifiche nel corso dei due secoli, secondo il progetto dell'architetto bresciano Gian Battista Laritana (con pianta a croce greca inscritta in un quadrato) e fu conclusa con la grande cupola nel 1825.
030 29711 BRESCIA RICCA DI STORIA Fra il limite collinare delle Prealpi e della Pianura Padana si ammira la città di Brescia in una posizione particolarmente favorevole per l'insediamento urbano e per le attività industriali, commerciali e turistiche.
Alle pareti laterali del presbiterio risaltano le grandi composizioni (1745- 51) di Gian Domenico ilepolo, evocanti (a destra) il Martirio dei Santi Faustino e Giovita e, (a fronte) l'Apparizione dei Santi Patroni durante l'assedio di Brescia del 1438.
030 43418 fax 030 293284 orario: da lunedì a venerdì 9,00- 12,30 - 15,00- 18,00 sabato 9,00- 12,30 Ufficio lnformazioni Casello Autostrada Brescia- Centro (aprile -settembre) tel.
Nel 1484 la municipalità bresciana dette awio al progetto di un nuovo palazzo, espressione grandiosa del "buon governo", destinato a sostituire l'originaria loggia e ad accentuare la monumentalità della piazza.
so Matteotti 6a Informazioni: Provincia di Brescia, tel 030 3749909 SALE CONGRESSI Quadriportico, p.
PIAZZA ARNALDO L'ottocentesca piazza dedicata all'illustre frate bresciano Arnaldo fu realizzata con un intervento urbanistico che abbinò il carattere di "pubblica utilità" a quello della "magnificenza".
Due scalette (ai lati della scalinata che sale al presbiterio) portano alla cripta dedicata a San Filastrio, (vescovo di Brescia nel IV secolo), con colonne e capitelli di età romana, bizantino- ravennate e dei secoli VIII e IX, già appartenenti alla cripta dell'originaria cattedrale.
Dopo l'unificazione del Regno italiano, il bresciano Giuseppe Zanardelli divenne più volte ministro e capo del governo (1901/1903).
Intorno all'anno 1000, Brescia divenne libero Comune e partecipò alla battaglia di Legnano contro Federico Barbarossa.
Nell'era contemporanea la parte sud della città denominata "Brescia due" rappresenta un modernissimo slancio verso il futuro.
SANTI NAZARO E CELSO L'antica chiesa quattrocentesca subì un totale rifacimento nella seconda metà del Settecento, quando acquisì le monumentali forme classicheggianti su progetto di Giuseppe Zinelli e Antonio Marchetti.
Seguì un lungo periodo di pace durante il quale la dominazione veneta favorì a Brescia lo sviluppo delle attività agricole e artigianali, come la produzione delle armi che la resero famosa in tutta Europa.
Nel transetto, di fronte allo stesso altare, si trova un'opera notevole del pittore vicentino Francesco Maffei (1656) che vi rappresentò il corteo della traslazione delle reliquie dei Santi Vescovi nell'antica cattedrale di San Pietro.
Nelle vicinanze è da segnalare il restaurato monastero benedettino, con i chiostri cinquecenteschi, adiacente alla Chiesa di San Faustino (alla fine dell'omonima via), acquisito dall'Università degli Studi di Brescia.
Verso sud la piazza è chiusa dal palazzo del Credito Agrario Bresciano opera del primo '900 dell'architetto Antonio Tagliaferri.
PIAZZA PAOLO VI già piazza del duomo La piazza, di origine medioevale, rappresenta il cuore della città per gli importanti edifici storici che vi si affacciano, simboli delle libertà civili e delle tradizioni religiose bresciane.
La grandiosa piazza del Foro era attraversata dal Decumano Massimo, l'attuale via dei Musei, sull'antica direttiva Bergamo - Verona.
Adiacenti alla Chiesa sorgono tre bellissimi chiostri, dove sarà collocata la Biblioteca del'Università degli Studi di Brescia.
Nei dintorni della piazza, percorrendo via Trieste, si raggiunge l'Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha sede nello storico palazzo Martinengo Cesaresco dell'Aquilone, opera del maggiore architetto bresciano del '500 Lodovico Beretta.



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Maria Grazia Bellini pittrice bresciana: nature morte e arte contemporanea per svelare Il Senso Nascosto Delle Cose
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Maria Grazia Bellini affida alla pittura un compito ben preciso: quello di svelare il senso nascosto delle cose.



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