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PITTURA A BOLOGNA










TEXT CACHED
Pietro Fancelli sceglie di rappresentare la Pittura, una donna vestita all'antica e distesa su un letto tricliniare, che osserva un genio, intento ad incoronare il ritratto del pittore defunto.
La posa languida della figura e il trattamento realistico del marmo sono tipici dello stile di uno degli scultori liberty più rappresentativi a Bologna, Diego Sarti.
Il basamento reca la scritta: "Pellegrino Matteucci di Ravenna visse in Bologna / visitati i Galles / percorsa Abissinia / traversò tutta l'Africa per amore di civiltà / Ritornando morì trentenne in Londra il 8 agosto 1831.
La statua di Bartolini, rimasta a Palazzo Baciocchi, venne poi venduta per 10000 franchi e una pariglia di cavalli al Marchese Massimiliano Malvezzi Angelelli, professore all'Università di Bologna.
Luigi Calori, Della stirpe che ha popolata l'antica necropoli alla Certosa di Bologna e delle genti affini : discorso storico-antropologico del prof.
Il convento Nel 1334, grazie a un lascito del giureconsulto e professore dello Studio Giovanni D`Andrea, veniva fondato a Bologna un monastero certosino dedicato a S.
) Tomba Minghetti, 1886 Baruzzi (Scultore)   Nato a Bologna nel 1818, membro dell'alta borghesia, Marco Minghetti ebbe un ruolo importante nella costituzione del primo Stato italiano unitario.
, provengono dai sepolcreti, quasi tutti scavati verso la fine del secolo scorso sotto la direzione di Antonio Zannoni, Ingegnere Capo del Comune di Bologna, che riportò alla luce centinaia di tombe e le tracce dell'abitato.
Il desiderio di distinguersi si esprime soprattutto nella scelta di un materiale di pregio, il marmo, raro a Bologna per la difficoltà e i costi di trasporto, ed eterno come la memoria, ma anche nella scelta dello scultore piů noto ed apprezzato in città, Giacomo De Maria.
Possiamo ricordare il grandioso polittico eseguito dai fratelli veneziani Antonio e Bartolomeo Vivarini e i dipinti di Ludovico e Agostino Carracci e del Guercino, oggi tutti alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.
La Desolazione della Certosa di Bologna la replica di un motivo già trattato dallo scultore nella statua di uguale tema oggi a Lugano (Parco Pubblico di Villa Ciani), originariamente destinata alla tomba dei genitori dei patrioti Filippo e Giacomo Ciani.
A project by Bologna Ljubljana, Stockholm and Lithuania supported by the European Commission, DG Culture, within Culture 2000.
) Cappella Cillario, 1892 Artisti Attilio Muggia (Progettista) Achille Casanova (Decoratore) Tullo Golfarelli (Scultore)   La cappella, a cui collaborarono Attilio Muggia per la parte architettonica e Achille Casanova per i disegni dei mosaici, esprime perfettamente il clima neorinascimentale creato a Bologna dalla Gilda Aemilia Ars, creata da Alfonso Rubbiani.
certosa
Pellegrino Facchini, Orazione detta da Pellegrino Facchini de' Servi di Maria li 4 maggio 1817, nella Chiesa del cimitero di Bologna celebrandosi solennemente il giorno anniversario della istituzione di detto cimitero, Bologna 1817.
Si tratta della prima grande scoperta archeologica di Bologna e gli scavi sono seguiti con fervore dalla cittadinanza.
) Tomba Martinelli, 1807 Fancelli (Pittore)   La tomba del maggior paesista bolognese della seconda metà del Settecento e della prima età neoclassica, Vincenzo Martinelli (Bologna, 1737-1807), fu collocata dalla municipalità di Bologna, che ne assunse le spese, nel chiostro della Cappella.
) Tomba Buratti, 1818 monumento Buratti un interessante esempio di tomba scolpita utilizzando materiali economici , al limite dell'apparato effimero, secondo una prassi consolidata a Bologna.
Sul fusto della colonna si legge : Paolo Aleotti / di Reggio nell'Emilia / l'arte dello scolpire / coltivň con lode / dal Farini dittatore / mandato a Bologna / Maestro di scultura / qui riposa / vegliato dal caro putto / opera sua.
Antonio Zannoni, Sugli scavi della Certosa: relazione letta all'inaugurazione del Museo Civico di Bologna il 2 ottobre 1871 dall'ingegnere-architetto capo Antonio Zannoni, Bologna 1871.
In questo primo periodo le tombe monumentali vengono realizzate in scultura, pittura o con tecniche miste.
Anna Maria Matteucci, Monumenti funebri d'età napoleonica alla Certosa di Bologna, Bologna 1975.

Il gruppo fu in origine commissionato dal principe Felice Baciocchi, come monumento funebre per la moglie, Elisa Bonaparte (morta nel 1820) ed era destinato alla cappella Marsigli Rossi in San Petronio, dove il principe (stabilitosi a Bologna nel '21) aveva fatto trasferire anche la tomba dei tre figlioletti.
) Tomba Simoli, 1892 Golfarelli (Scultore)   Campo del Chiostro VII Per il fabbro del Comune di Bologna, Simoli, Golfarelli realizza un monumento funebre che lo rappresenta durante una pausa, in abiti da lavoro e con accanto gli strumenti del mestiere, il martello e l'incudine.
I campi e i chiostri del primo Novecento (Chiostro VI, Galleria del Chiostro VI, Campo Carducci, Recinto dei Sarcofagi, Chiostro IX) caratterizzati dalla monumentalità e dalla grazia sottilmente malinconica del Liberty che proprio a Bologna, grazie al gruppo Aemilia Ars, ebbe una delle sue sedi privilegiate.
Vincenzo Lucchese, I capitelli fittili cinquecenteschi nella Certosa di San Girolamo in Bologna, trento 1996.
Ercole Gasparini, d'Italia 1804-1814>, Progetto di unire i portici di San Luca colle loggie del Cimitero comunale di Bologna onde procurare a quest'ultimo stabilimento l'accesso a coperto il più economico, Bologna 1811.
Vittoria nel 1816, anno della morte del padre, avvenuta a Milano, ne fece traslare il corpo a Bologna e acquistň un arco nel Chiostro della Cappella.
) Il Cimitero Già nel 1784 il Senato di Bologna aveva pensato di costruire quattro cimiteri suburbani, corrispondenti alla divisione urbanistica della città.
Suo padre Carlo, infatti, era stato ministro del Regno d'Italia e, nel 1805, aveva ospitato Napoleone in occasione di una sua visita a Bologna.
Schiavina, La Certosa di Bologna dal secolo XIX a oggi, in Storica Bolognese", XXXIV, 1984, pp.
Rodriguez, I monumenti antichi della Certosa di Bologna, in Storica Bolognese", IV, 1954, pp.
) Cella Grabinski, 1861 Chelli (Scultore) Putti Giovanni (Scultore)   Il generale polacco Giuseppe Grabinski fu uno dei personaggi più noti nella Bologna di primo Ottocento.
L'uso della pittura, oltre che per i bassi costi esecutivi, non deve stupire in una città come Bologna, dove la scuola del quadraturismo, cioè della pittura illusivo-prospettica, vantava una lunga e vitale tradizione.
La statua sarebbe dunque stata iniziata negli anni '20, ma non era terminata nel 1833, quando il Baciocchi ne attendeva ancora l'arrivo a Bologna.
Nel 1792, in seguito alla Rivoluzione francese la Certosa di Bologna ricevette il Priore generale profugo dalla Francia, paese d`origine dell`ordine, ed acquisì un ruolo di primo piano europeo.
) Tomba Zanichelli, 1886 Massarenti (Scultore)   L'editore Nicola Zanichelli muore nel 1884 a Bologna, dove aveva trasferito da Modena, nel 1866, l'omonima casa editrice.
Matteucci, Committenza e Massoneria a Bologna in età settecentesca, in Mater Studiorum", VII, I, 1994, pp.
Amico di Napoleone, ricoprì alte cariche e liberň Bologna e la Romagna dalla piaga dei briganti.
Tuttora i materiali del sepolcreto rappresentano non solo la documentazione più ricca e meglio conservata della Bologna etrusca, ma anche un punto di riferimento generale per lo studio di un intero periodo cronologico, che dal sepolcreto prende nome (fase Certosa).
Marica Marcheselli, Iscrizioni alla Certosa : le parole nella citta del silenzio : il prestigio sociale nei monumenti funerari a Bologna nel XIX sec.
Le proposte per il Museo della Certosa sono seguite dal Progetto Nuove Istituzioni per Comunicare la Città del Comune di Bologna.
Marsili L'animo umanitario e religioso del Marsili Appendice sul cranio del conte Marsili alla Certosa di Bologna, Siena 1936.
Matteucci, Monumenti funebri d'età napoleonica alla Certosa di Bologna, in II, 4, 1975, pp.
Un primo progetto di Ercole Gasparini fu presentato all'Accademia di Belle Arti di Bologna per l'approvazione nel febbraio del 1822 e nel marzo dello stesso anno un secondo progetto era stato approvato.
Terry, Collezione de' disegni a semplice contorno delli monumenti sepolcrali nel cimitero di Bologna delineati ed incisi da Raffaele Terry , Bologna, 1813-17.
Salvardi, Collezione scelta di sessanta monumenti sepolcrali del comunale cimitero di Bologna, Bologna 1825.
Schiavina, La Certosa di Bologna dal secolo VII al XIX, in Storica Bolognese", XXXIII, 1983, pp.



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Mostra di Guido Reni, 1 settembre-31 ottobre 1954, Bologna-Palazzo dell'Archiginnasio, catalogo critico a cura di Gian Carlo Cavalli con la collaborazione di Andrea Emiliani e di Lidia Puglioli Mandelli, saggio introduttivo di Cesare Gnudi, 3.
Luigi Nobili, Il convento di Santa Maria dei Servi in Bologna sede della Regione Carabinieri Emilia-Romagna, scritti di Pacifico Maria Branchesi.
, prefazione di Germain Bazin, saggio introduttivo di Cesare Gnudi, Bologna, Edizioni Alfa, 1962.
Andrea Emiliani (a cura di), La Pinacoteca nazionale di Bologna, con una prefazione di Cesare Gnudi, Bologna, Cappelli, 1967.
Valeria Moretti, La vita breve e semplice della Sirani, divisa tra la pittura e le piccole cose della vita quotidiana, intervista a cura di Fausta Molinari, in "2000 incontri.
Guido Reni e Bologna: un percorso tra musei, chiese e palazzi Guido Reni, la Pietà dei Mendicanti (particolare), Bologna, Pinacoteca Nazionale.
Carolina Bonafede, Donne bolognesi insigni, presentazione di Athos Vianelli, Bologna, Atesa, 1977.
Violenza nobiliare, procedure di giustizia e scienza cavalleresca a Bologna nel 17° Secolo, Bologna, Clueb, 2003.
Momenti della cultura reniana, in "Arte a Bologna: Bollettino dei musei civici d'arte antica", 2, pp.
Vago e Forte: Ludovico e Galanino per lo stendardo di San Rocco: un processo a Bologna nel 1636, presentazione di Jadranka Bentini, introduzione Andrea Emiliani, testi di Luisa Ciammitti.
Elena Gottarelli, 1598: un affresco di Guido Reni sulla facciata del Comune, in "Bologna : mensile dell' Amministrazione comunale", 1/2 (1989), pp.
Angelo Raule (a cura), Santuario della Beata Vergine di San Luca, Bologna, Bologna, Poligrafici Il resto del carlino, 1967.
Rosalba D'Amico, Sulla strada tra Bologna e Ferrara i pittori fermati alla Pieve, in "Bologna incontri.
Stephen Pepper,La natura come medium per oltrepassare i limiti dell'universo fisico, in "Bologna incontri.
Barbara Ghelfi (a cura), Il libro dei conti del Guercino, 1629-1666, con la consulenza scientifica di Denis Mahon, Bologna, Nuova Alfa, 1997.
Scultura in Emilia nell'età barocca, fotografie di Paolo Monti e Corrado Riccomini, Bologna, Zanichelli, 1972.
Biblioteca SalaBorsa | Guido Reni
L'ideale classico del Seicento in Italia e la pittura di paesaggio, testi critici di Francesco Arcangeli.
Paolo Prodi, Lorenzo Paolini (a cura), Storia della Chiesa di Bologna, Bologna, ISCBO; Bergamo, Bolis, 1997, 2 voll.
Dipinti del Sei e Settecento, Bologna, Palazzo del Podesta, 26 maggio-29 agosto 1984, Firenze, Centro Di, 1984.
Daniele Benati, La pittura nella prima metà del Seicento in Emilia e in Romagna, in La pittura in Italia.
Architettura come immagine del potere, schede storiche a cura di Giancarlo Roversi, Bologna, Zanichelli, 1974.
Una istituzione di mutuo soccorso nella società bolognese fra Cinquecento e Seicento, presentazione di Paolo Prodi, Bologna, Edizioni dehoniane, 1977.
Guido Zucchini, Edifici di Bologna e altri studi sull'iconografia della città, a cura di Giancarlo Roversi, Bologna, Atesa, 1976.
secolo: "governo misto" o "signoria senatoria"?, in Storia della Emilia Romagna, Imola, University press Bologna, 1976, vol.
Edoardo Rosa, Medicina e salute pubblica a Bologna nel Sei e Settecento, Bologna, Atesa, 1978.
Sala Borsa è una Biblioteca multimediale di informazione generale che intende documentare la cultura contemporanea attraverso tutti i documenti disponibili: libri, giornali, riviste, mappe, video, cd audio, cd-rom, dvd.
"… Nell'autunno 1630 i casi di peste diminuirono grandemente fino a cessare del tutto e a poco a poco la città tornò alla vita normale, pur restando nei superstiti quel senso di sgomento e di solitudine che una catastrofe del genere non poteva non provocare; la visione della città percorsa dai lugubri carri degli appestati e dei cadaveri rimase negli occhi di tutti e la si ritrova nel "pallione" o stendardo votivo che il Senato commise a Guido Reni (oggi nella Pinacoteca di Bologna) in cui si vedono i santi protettori di Bologna che implorano la Vergine per la liberazione dal flagello e, in basso, il profilo della città in una fosca atmosfera di tragedia incombente, coi carrozzoni coperti che trasportano i morti alle fosse comuni scavate fuori dalle mura".
Denis Mahon (a cura), Giovanni Francesco Barbieri, il Guercino, 1591-1666, Bologna, Museo Civico Archeologico, Cento, Pinacoteca Civica e Chiesa del Rosario, 6 settembre-10 novembre 1991, con scritti di Prisco Bagni.
Andrea Emiliani (a cura), Le storie di Romolo e Remo di Ludovico, Agostino e Annibale Carracci in Palazzo Magnani a Bologna, con una nota di Anna Stanzani, Bologna, Nuova Alfa, 1989.
Paola Ceschi Lavagetto, Scultura e decorazione nel Sei-Settecento, in Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University press Bologna, 1977, vol.
Senex, Il palazzo e la famiglia Zani in Bologna, in "Strenna storica bolognese", 1965, pp.
Giovanna Perini (a cura), Gli scritti dei Carracci: Ludovico, Annibale, Agostino, Antonio, Giovanni Antonio, introduzione di Charles Dempsey, Bologna, Nuova Alfa editoriale, 1990.
Guido Reni (1575-1642), Pinacoteca nazionale, Bologna; Los Angeles, County museum of art … (ecc.
Carlo Volpe, Il fregio dei Carracci e i dipinti di palazzo Magnani in Bologna, Bologna, Credito Romagnolo, 1972.
Disegni dal Cinquecento all'Ottocento nella Pinacoteca nazionale di Bologna, Milano, Electa, 1998.
Francesco Arcangeli, Natura ed espressione nell'arte bolognese-emiliana: Wiligelmo, Vitale da Bologna, Amico Aspertini, Ludovico Carracci, Giuseppe Maria Crespi, Giorgio Morandi, Bologna 1970, prefazione di Michela Scolaro, ed.
Una rivoluzione stilistica nella pittura italiana, traduzione di Antonio Boschetto, Bologna, Nuova Alfa, 1984.
Anna Ottani Cavina, La pittura del Seicento, in Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University press Bologna, 1977, vol.
Denis Mahon, Massimo Pulini, Vittorio Sgarbi (a cura), Guercino: poesia e sentimento nella pittura del '600, Novara, De Agostini, 2003.
Daniele Benati (a cura), Figure come il naturale: il ritratto a Bologna dai Carracci al Crespi, Milano, Skira, 2001.
Attività mercantili di tre secoli fa nelle stampe di Giovanni Maria Tamburini, presentazione di Carlo Baldoni, Bologna, Unione Regionale del Commercio e del Turismo dell'Emilia Romagna, 1985.
Raffaella Morselli, Repertorio per lo studio del collezionismo bolognese del Seicento, Bologna, Pàtron, 1997.
Guido Reni la scuola bolognese: arte e società a Bologna nel Seicento › Guido Reni › La "scuola bolognese" di pittura nel 600 › Vita sociale a Bologna nell'età di Guido Reni › Guido Reni e Bologna › Guido Reni e l'Arianna.
Una città in piazza: comunicazione e vita quotidiana a Bologna tra Cinque e Seicento, Biblioteca dell'Archiginnasio, sala dello Stabat Mater, 24 maggio-31 agosto 2000, a cura di Pierangelo Bellettini, Rosaria Campioni, Zita Zanardi, Bologna, Compositori, 2000.
Annibale Carracci, Le arti di Bologna disegnate da Annibale Carracci, presentazione di Athos Vianelli, Bologna, Tamari, 1968.
La Chiesa di San Michele in Bosco Maria Silvia Campanini, Il chiostro dei Carracci a San Michele in Bosco, presentazione di Andrea Emiliani, con scritti di Roberto Terra e Andrea Santucci, Bologna, Nuova Alfa, 1994.
Vite dei pittori bolognesi, introduzione e testi a cura di Marcella Brascaglia, Bologna, Alfa, 1971.
1 settembre-31 ottobre 1956, Bologna-Palazzo dell'Archiginnasio, catalogo critico a cura di Gian Carlo Cavalli.
Andrea Emiliani, Guido Reni, in Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Editoriale Aiep, 1987-1991, vol.
Da Kataweb la notizia dell'esposizione dell'Arianna a Bologna, in una sala della Pinacoteca Nazionale, nel gennaio 2003.
Catalogo generale delle opere esposte, introduzione di Andrea Emiliani, Bologna, Nuova Alfa, 1987.
Aspetti del patrimonio culturale del quartiere Costa-Saragozza dal Medioevo all'età della restaurazione, Bologna, Tamari, 1985.
Per due secoli, e più, una sosta a Bologna divenne un obbligo per quasi ogni artista forestiero, e per ogni viaggiatore con qualche ambizione di cultura.
bibliografiaBasilica di San Domenico Venturino Alce, La basilica di San Domenico in Bologna, Bologna, ESD, 1997.
16-17 della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio di Bologna, introduzione di Andrea Emiliani, Bologna, Alfa, 1980.
Catalogo critico, edizione italiana riveduta e aumentata tradotta e curata da Antonio Boschetto, Bologna, Alfa, 1984.
Mercato del credito, fisco e società a Bologna fra Cinque e Seicento, Bologna, Il mulino, 1995.
, in appendice stemmi gentilizi e profili genealogici, di Giuseppe Mondani Bortolan, Bologna, Grafis, 1986.
L'oratorio di San Colombano Francisco Giordano, La chiesa di San Colombano in Bologna.
Saggi sulla tradizione classica nella pittura del Cinquecento e del Seicento, Bologna, Alfa, 1981.
Valeria Moretti, Il pennello lacrimato, Ancona-Bologna, Il lavoro editoriale, 1990.
Opere di carattere generale Cartigli degli edifici storico monumentali della città di Bologna, Bologna, Comune di Bologna, s.
e 17, Bologna, Pinacoteca nazionale e Accademia di belle arti, Museo civico archeologico, 10 settembre-10 novembre 1986, Bologna, Nuova Alfa, 1986.
SL 730 RICCE Renato Roli, La pittura del Sei e Settecento, in Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Editoriale Aiep, 1979-1991, vol.
Antonio Brighetti, Bologna e la peste del 1630, con documenti inediti dell'Archivio segreto vaticano, Bologna, A.
Acquisti, doni e depositi alla Pinacoteca nazionale di Bologna, 1990-1999, con un saggio di Andrea Emiliani, testi di Andrea De Marchi … et al.
Gabriella Zarri, Istituzioni ecclesiastiche e vita religiosa nell'età della Riforma e Controriforma, in Storia della Emilia Romagna, Imola, University press Bologna, 1976, vol.
La sala dedicata a Guido Reni nella Pinacoteca nazionale di Bologna costituisce una delle principali attrazioni del museo.
Fama e fortuna, catalogo a cura di Sybille Ebert-Schifferer, Andrea Emiliani, Erich Schleier, Frankfurt, Schirn Kunsthalle; Bologna, Nuova Alfa, 1988.
Biblioteca SalaBorsa
Saggi sulla tradizione classica nella pittura del Cinquecento e del Seicento, Bologna, Alfa, 1981, pp.
Giuseppe Giannatoni, Uomini, macchine e monete della Zecca di Bologna in antico regime, Bologna, Costa, 1996.
Eseguito a Bologna tra il 1638 e il '40 e subito inviato a Roma per la spedizione finale, il quadro rimase bloccato in Italia fino al 1647, per il precipitare della situazione inglese, che costrinse alla fuga in Francia Henrietta e portò alla decapitazione di re Carlo.
Bastarono, quegli anni operosi e concordi, a mutare profondamente i modi dell'arte a Bologna; e a stabilire un modello, un termine di riferimento e di paragone per due secoli e più.
Francesco Cavazzoni, Scritti d'arte, a cura di Marinella Pigozzi, Bologna, CLUEB, 1999.
Ristampa anastatica corredata da indici di ricerca, da un commentario di orientamento bibliografico e informativo e da un repertorio illustrato, a cura di Andrea Emiliani, Bologna, ALFA, 1969.
Maria Silvia Campanini, Il chiostro dei Carracci a San Michele in Bosco, presentazione di Andrea Emiliani, con scritti di Roberto Terra e Andrea Santucci, Bologna, Nuova Alfa, 1994.
Venturino Alce, La cappella del Rosario in San Domenico di Bologna, in "Il carrobbio.



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pregresse: Attivitŕ teorico/pratiche precedentemente svolte presso L’Istituto Francesco Cavazza di Bologna in materia di educazione all’immagine per non vedenti e ipovedenti.
L'adozione del bassorilievo prospettico rende possibile la traduzione dei valori plastici e spaziali della pittura attraverso una trascodifica che prevede variazioni formali mirate a trasferire nella percezione tattile, i dati cognitivi presenti nella percezione visiva.
delle modalitŕ tecniche di riproduzione della pittura in bassorilievo prospettico Alla realizzazione di tavole propedeutiche alla comprensione degli stili storici: arcaico, classico, ellenistico, tardoantico, paleocristiano e altomedievale, romanico, gotico, rinascimentale quattrocentesco e cinquecentesco, barocco, neoclassico, romantico, impressionista ed eventualmente espressionista e astratto; si aggiungeranno le tavole propedeutiche destinate alla visualizzazione concettuale e tattile dei principi di stasi e moto, forma chiusa e forma aperta, tettonica e atettonica, iconismo e aniconismo, idealismo e realismo, naturalismo e stilizzazione con particolare riferimento alla figura umana.
1995/’96, all’interno dell’Istituto Franceso Cavazza di Bologna, viene sperimentato e praticato il metodo di Educazione all’immagine per non vedenti e ipovedenti progettato, dal punto di vista didattico-pedagogico e dal punto di vista tecnico esecutivo, all’interno dell’Associazione Scuola di Scultura Applicata di Bologna.

Museo di pittura tattile Calendario e contenuto delle attivitŕ   curatrice: dott.
Il metodo di educazione all'immagine per non vedenti e ipovedenti, nato all'interno dell'Associazione Scuola di Scultura Applicata di Bologna, recupera il rilievo tradizionale e lo trasforma concettualmente e morfologicamente in sussidio funzionale alla comprensione corretta e codificata dei comportamenti percettivi dell'uomo, legando sinergicamente e sinestesicamente i canali percettivi coinvolti nella conoscenza del mondo, a partire dalle forme manifestate cui fanno riscontro concetti e idee.
In questi anni, presso l’Istituto Francesco Cavazza di Bologna si č pervenuti ad un’applicazione rigorosa del metodo di Educazione all’immagine per non vedenti, mediante lezioni teoriche e pratiche finalizzate alla conoscenza della storia dell’arte come storia della trasformazione delle forme, della fenomenologia della visione e percezione, storia degli stili, delle idee, iconografia e iconologia.
L'attivitŕ é finalizzata alla costituzione, presso l'Istituto Francesco Cavazza di Bologna, Via Castiglione 71, del Museo permanente di Pittura tattile, antica e moderna, per cui si prevede una prima apertura nell'autunno 1999 e l'inaugurazione ufficiale nel febbraio/marzo 2000.
per i ciechi Francesco Cavazza di Bologna, L'Unione Italiana Ciechi di Bologna, l'Associazione Scuola di Scultura Applicata di Bologna, da anni impegnati nella teorizzazione e applicazione del metodo di Educazione all'immagine per non vedenti, comunicano i contenuti fondamentali del progetto per l'istituzione del Museo tattile di pittura antica e moderna informando che una prima esposizione dei materiali esistenti sarŕ giŕ visitabile dal settembre 1999, mentre la costituzione completa del Museo si verificherŕ nell'anno 2000, sempre presso la sede dell'Istituto F.
Museo di pittura tattile
Per quanto concerne i valori cromatici della pittura, alla riproduzione dei dipinti in bassorilievo prospettico si attribuisce la funzione di far emergere disegno, quindi profilo e contorno dei soggetti, e qualitŕ plastico-volumetriche delle superfici, mentre alla parola, usata in forma colmativo- evocativa e basata sull'associazione analogica e sinestesica, si attribuisce il compito di tradurre i colori, non traducibili plasticamente, con riferimento alla realtŕ esperienziale e sensoriale del non vedente.
ssa Loretta Secchi   All'interno dell'Istituto Francesco Cavazza di Bologna č stata avviata la sistematizzazione del metodo di educazione all'immagine per non vedenti e ipovedenti e la classificazione dei sussidi didattici progettati dall'Associazione Scuola di Scultura Applicata di Bologna.
Tale fenomeno, interessando la percezione ottica di pittura e scultura a rilievo e a tuttotondo, impone lo studio dei procedimenti di progressiva deformazione spazio-temporale legati alla visione dei soggetti.
Questa prima pinacoteca tattile per non vedenti e ipovedenti, intesa come luogo di raccolta di pittura plastica e di scultura funzionale alla comprensione dell'immagine visiva, mira alla spiegazione della storia dell'arte, attraverso comparazione tra opere, contestualizzazione e loro genesi.



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Pittura contemporanea La mostra itinerante sull’arte fotografica cinese arriva a Palazzo Bricherasio Dopo l’esposizione presso gli spazi delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, e quella a Palazzo del Monte di PietĂ  a Padova, la mostra CINA, Pittura contemporanea arriva a Torino, a Palazzo Bricherasio, che conferma così la vocazione a dedicare le mostre estive all’arte di culture geograficamente lontane.
La scena dell’arte cinese contemporanea si presenta come una realtà articolata e composita, gli artisti che ne fanno parte provengono da percorsi così differenti da vanificare ogni tentativo di racchiuderli in un’unica definizione esaustiva.
La pittura fotografica è una tecnica che apparentemente evoca un realismo descrittivo, frutto di una straordinaria padronanza stilistica, nelle cui pieghe si possono tuttavia notare ispirazioni simboliche e fortemente concettuali.
La mostra, curata da Vittoria Coen e Guido Curto, si propone come un’indagine sulla tendenza contemporanea definita “pittura fotografica cinese” attraverso la selezione di circa quaranta opere che racconteranno il lavoro e la poetica di tredici artisti compresi fra i trenta e i quarant’anni.
In un alternarsi di stili e di sensibilità, è così possibile ammirare la creatività di ZHANG XIAOGANG, che è stato predecessore e maestro di pittura di altri più giovani artisti dell’Avanguardia cinese; i suoi lavori sono dense riproposizioni surrealiste dell’epoca totalitaria e dunque portatori di alto significato storico.
Pittura contemporanea; 23 giugno – 28 agosto 2005; Palazzo Bricherasio, Torino; Ufficio Stampa Palazzo Bricherasio Vittoria Cibrario, tel.
La diversità di prospettive e di sensibilità indica il cammino dell’arte contemporanea cinese verso una maggiore libertà: è questo un segnale politico oltre che estetico.
In taluni artisti si arriva, attraverso la citazione, ad ironizzare sulla storia della pittura occidentale, non per irriderla, ma per sottolineare come un altro punto vista possa costituire un osservatorio interessante di approfondimento culturale.




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