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ARTE SACRA A PADOVA










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Priva però di consapevolezza teologica, non seppe opporsi alla tentazione della rappresentazione naturalistica, trasformandosi ben presto, con l’Umanesimo emergente, da arte sacra, ad arte puramente religiosa, ed infine ad arte profana.
DELLA TRADIZIONE BIZANTINA buona parte di quello romano, l’Impero bizantino ebbe in sorte il ruolo prezioso di unificare, in virtù della sintesi cristiana dei Padri della Chiesa, gli apporti di culture disparate, presenti attorno al bacino del Mediterraneo: greca, latina, ebraica, siriaca, alessandrina, copta, persiana, armena e delle popolazioni nomadi dell’Asia.
Se l’arte bizantina è vigorosa e incisiva nel tratto espressivo e nell’energia luminosa, quella russa è forse meno espressiva, ma comunica un senso di luminosità diffusa, di limpidezza e freschezza nei colori, di musicalità, assieme al senso del mistero, che suscitano visione contemplativa.
Raramente riesce ad essere un’arte monumentale, ma il suo pregio risiede piuttosto nella semplicità, nella bellezza e nell’equilibrio fra intelletto e sentimento.
L’arte sacra russa è fin dalle origini chiaramente nella tradizione bizantina, ma già nelle sue prime, anche se scarse espressioni del periodo premongolico, rivela dei propri tratti specifici che però non poterono svilupparsi a causa del giogo tataro.
Tuttavia nell’isola di Creta, dove i Veneziani conservano per altri due secoli l’autonomia dal dominio ottomano, sopravvive una tradizione artistica definita appunto cretese, che ebbe un ruolo molto importante in ordine alla storia dell’arte sacra.
Dell’arte cretese ci rimangono diversi documenti ben conservati e anche l’unico manuale di iconografia antica (Ermeneutica della pittura, di Dionisi da Furnà).
La tradizione pittorica sacra oggi rimasta nei monasteri greci si riallaccia soprattutto a questa scuola cretese, ed anche in Occidente, in molte scuole di iconografia, si trasmette l’impronta di questa tecnica pittorica.
schede dei vari percorsi per riscoprire l'arte bizantina ·         L’arte Sacra Bizantina Cretese ·         L’arte Sacra Russa ·         L’arte Sacra Italica (Romanico - Bizantina) ·         L’arte Sacra Della Tradizione Bizantina BIZANTINA CRETESE caduta di Costantinopoli ad opera dei turchi nel 1453, la tradizione bizantina si spegne, lasciando la sua eredità alla Chiesa slava.
Per questa ragione Bisanzio fu la culla di quell’arte sacra cristiana che fu senza pari in quanto a rigore teologico e a carattere di universalità, tanto da poter essere fonte di fecondo nutrimento per molte tradizioni artistiche (balcanica, italica, slava, armenica, copta.
Le caratteristiche dell’arte sacra cretese rivestono un rigore formale di grande coerenza, un procedimento pittorico molto accurato, con una metodologia dettagliata e un conseguente equilibrio fra estetica e rigore formale.
Se l’arte bizantina è caratterizzata dal primato teologico, l’arte sacra dell’alto Medioevo italiano è caratterizzata dal primato estetico.
Schede percorsi mostra sacre Immagini tra Oriente e Occidente
Per molti secoli la sua Chiesa non fu eretta a Patriarcato indipendente, continuando ad avere autorità religiose greche, maestri teologi greci ed anche maestri d’arte bizantini.
Con la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500 l’arte sacra russa tocca il suo apice, producendo un patrimonio di espressioni insuperato per bellezza e rivelante tutta la grandezza del carisma russo.
“SAN LUCA” DI  PADOVA       Hanno collaborato: Giovanni Mezzalira, Annarosa Ambrosi.
Caratteristiche peculiari dell’arte bizantina più pura sono senz’altro: il rigore stilistico, la sobrietà, il realismo simbolico, la monumentalità legata a soluzioni formali molto nette e incisive, l’intensa espressività e luminosità dei personaggi, soprattutto nell’epoca dei Paleologhi, il primato del dato teologico su quello estetico.
SACRA RUSSA della Russia avvenne nel 987, con la sua cristianizzazione.

vai alla pagina iniziale del sito degli iconografi DELL'ARTE SACRA.
In particolare è da mettere in rilievo l’arte sacra del nostro Duecento, che ebbe in Toscana e Umbria una splendida fioritura, forse a causa dei collegamenti di Pisa con Lucca, Firenze e Siena.
Dobbiamo alla bellezza delle icone di questo periodo, riscoperta solo in questo secolo ad opera dei restauratori russi e al conseguente appassionato lavoro di riflessione sulla teologia dell’immagine, l’origine del rinato interesse per l’arte sacra in tutto il mondo.
ITALICA (ROMANICO-BIZANTINA) italico dell’alto Medioevo fu troppo disomogeneo e complesso per produrre una tradizione chiara e unitaria di arte sacra.
Con l’arte russa il linguaggio bizantino si completa con un repertorio di immagini ricchissimo e unitario.
L’arte bizantina non ebbe un solo periodo di fulgore, ma seppe produrre in successive epoche sempre nuovi tesori di arte sacra: i mosaici (Ravenna, Venezia, Palermo, Costantinopoli) di cui i bizantini furono maestri insuperati, avendo saputo creare una vera atmosfera di sacralità nei luoghi di culto; i codici miniati (dell’epoca dei Macedoni e dei Comneni), che diffusero in tutta Europa e in medio Oriente un vero repertorio di modelli cui attinsero diverse tradizioni artistiche locali; i cicli di affreschi (Costantinopoli, Mistrà, Arta e nei Balcani), particolarmente nell’epoca della Rinascenza dei Paleologhi, tra il XIII e il XIV secolo; pitture su tavola, smalti, avori e reliquiari che conobbero una vera e propria diaspora dopo il sacco di Costantinopoli nel 1204 e, diffusi in tutta Europa, come i codici miniati, divennero modelli di riferimento per un’arte sacra locale.
La più evidente è quel carattere di “tuttunità” (per usare un’espressione di Solov’ëv), di cosmicità, di comunione del particolare con il tutto, di una mirabile fusione di ogni parte nell’insieme: ogni tratto grafico è un ritmo armonico con l’insieme dell’immagine, superando in questo senz’altro l’arte bizantina.



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- Mani: Pensieri, Movimenti, Gesti, Galleria d’arte 9 Colonne - Il Resto del Carlino, Ferrara 2002 .
( estratto dal libro d’arte: ”Accade in Toscana 3” di Tommaso Paloscia )   Raccolte d’arte ed Enti Pubblici: Pinacoteca Civica “A.
- Centro Atlantico de Arte Moderno, Las Palmas, Gran Canaria (Spagna), acquisita opera pittorica.
- EuropaCinema, 4° International Film Festival, “Luci di Cobàs”, video d’arte, Viareggio.
- Performance artistica, “Ferita Rossa della Natura”, Trepucò, Minorca (Spagna), video d’arte.
Mario Carchini- Cobàs
- 2° Triennale d’Arte Sacra Contemporanea, fino al 10 gennaio 2001, Arcidiocesi di Lecce, catalogo.
- Video d’arte: “Il trionfo dell’arte sulla morte”, vhs, 19’ minuti, Accademia di Belle arti di Carrara.
- Documento Arte 2000, Centro Internazionale di Cultura e Spiritualità “Frà Benedetto”, Sillico (LU).
- 7° Festival Internazionale “Arte e Scuola“, Terni, “Il trionfo dell’arte sulla morte“, video d’arte.
- Presentazione del video d’arte: “Luci di Cobàs”, anno 2001, Lecturae, arte attorno al libro, Carrara.
- Homenaje a Jorge Luis Borges, Centro de Arte Moderno, Quilmes, Buenos Aires, Argentina, cd-rom.
- Giovane Arte Europea, video d’arte: “Luci di Cobàs”, formato vhs, Castello Visconteo, Pavia, catalogo.
- Mani: Pensieri, Movimenti, Gesti, Galleria d’arte 9 Colonne - Il resto del Carlino, Ferrara, fino al 15.
- Mostra d’Arte Contemporanea “immagini e spiritualità, Massa, Chiostro del Duomo, curatore video catalogo.
- Performance artistica, “Luci, Pitture, Installazioni mobili di Cobàs”, Camaiore, video d’arte.
- Installazione: “La via ecologica”, scarpe e tela, misura ambientale, Artedove, Fosdinovo (MS), catalogo.
- Progetto Internazionale d’Arte Postale, Biblioteche Pubbliche Comunali di Milano, catalogo.
- Colori Nuovi sulle Antiche Carte di Pescia, Museo della Carta, Pescia (PT), catalogo cd rom.
- Mostra d’Arte “Artisti di Lunigiana“, Comune di Sarzana (SP), Comune di Pontremoli (MS), catalogo.
- 16° Rassegna d’Arte Internazionale “La Telaccia d’oro”, 1° premio pittura arte sacra, Torino, catalogo.
- Lecturae, proiezione video d’arte:”Il Trionfo dell’Arte sulla Morte”, anno 2001, regia e riprese Cobàs, sperimentazione didattica Anatomia Artistica prof.
- 2° Triennale d’Arte Sacra Contemporanea, Arcidiocesi di Lecce, catalogo 2001.
- 14° Premio Internazioinale d’Arte Carrara-Hallstahammar, 1° premio, Carrara, catalogo .
- MiArt, 6° Fiera d’Arte Moderna e Contemporanea, Milan Art Center, Gruppo Sinestetico, Milano.

- Mostra d’Arte collettiva, docenti e studenti Accademia di Belle Arti Carrara, Fivizzano (MS).



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Sito ufficiale di Gastone Breddo, il poeta del colore
Premi
E' un quadro della prima attività di Breddo, dipinto a Padova quando aveva circa vent'anni, che esposto attualmente alla Galleria degli.
MEDAGLIA D'ORO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER LA CULTURA E PER L'ARTE.
PREMIO FELTRINELLI ALLA 24° BIENNALE NAZIONALE DI ARTE CITTA' DI MILANO.
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Ciò che appare significativo, comunque, anche in relazione alle notevoli proporzioni che il fenomeno della pittura religiosa assunse a partire dal primo dopoguerra, il fatto che l’impostazione decisamente tradizionalista che venne data alla questione da parte degli organismi ecclesiastici si intrecciò inevitabilmente, anche se impropriamente, con il dibattito che si stava sviluppando sulle arti nella fase storica della postavanguardia: una fase caratterizzata da un diffuso ritorno alla figura, rinuncia alla deformazione, rispetto delle proporzioni, nuovo apprezzamento per la tradizione classica italiana.

Se un quadro giovanile come l’Estasi di San Francesco (1927) obbedisce ancora a richiami formali del tardo Cinquecento, e lo stesso bellissimo Santo Stefano di un anno dopo (1926) richiama vagamente il Piazzetta, ecco che sempre più avanti nel tempo la tematica sacra viene interpretata con quella naturalità spontanea e colloquiale che tipica della Zaccarian.
Fiore Brustolin Zaccarian: Opera
Basterà citare, tra i tanti, l'esempio della Madonna degli orfanelli (1948) che raggiunge la sacralità non attraverso attributi e allegorie, bensì attraverso la sublimazione dell’amore materno.
gli inizi - gli anni 30 - i ritratti - i nudi - i luoghi - nature morte - arte sacra - i testi.
indubbio che quando la pittrice padovana decide di dedicarsi ad un genere pittorico così particolare, la sua una scelta originale; ma, all’altezza della metà degli anni non più controcorrente, come potrebbe essere stato solo qualche anno prima.
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Un dato di fatto così vistoso e caratterizzante qual costituito, incontrovertibilmente, dal corpus dei dipinti a tema religioso di Fiore Brustolin Zaccarian, per un lasso di tempo che va dalla metà degli anni fino addirittura agli anni stimola una riflessione: allo scopo, innanzitutto, di collocare la cosa, storicamente, nell’ambito veneto di riferimento (limitatamente agli anni quando più intensa e significativa l’attività in questione in coincidenza con la permanenza veneziana dell’artista), e poi per cercare di fissare alcune coordinate della tematica arte religiosa e devozionale nel decennio del ritorno all’ordine e nel ventennio della dittatura fascista.



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