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ARTE SACRA A BOLOGNA










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Saetti consegna il grande affresco destinato alla chiesa di Santa Maria delle Grazie a Bologna, l'opera rappresenta la Madonna circondata da angeli-fanciulle.
Il suo interesse per l'arte sacra costante e viene confermato anche dalla sua partecipazione a rassegne quali Natale nell'Arte", la VI Mostra di arte sacra all'Angelicum di Milano e la I Biennale d'arte sacra a Novara.
Vince il Premio Baruzzi per il bozzetto Il Bagno, in questa occasione espone cinque suoi bozzetti alla mostra degli artisti selezionati presso teatro Comunale di Bologna.
Si tratta di una serie di rosoni e di bozzetti per sette opere di misericordia corporale", sette opere di misericordia spirituale", sette sacramenti", e Cena d'Emmaus".
Una sua personale curata da Carlo Munari esposta alla Saletta degli Amici dell'Arte di Modena.
L'istituto Internazionale d'Arte Liturgica assegna a Saetti un Premio d'arte sacra la importanza delle sue tele di tema sacro".
L'evento riceve una grande attenzione da parte della città natale di Saetti e a livello nazionale, la stampa sottolinea l'interesse dell'iniziativa, sulla quale scrivono, fra gli altri, Luigi Carluccio, Francesco Vincitorio, Flavio Caroli, Paolo Rizzi, Tommaso Paloscia e Giorgio Ruggeri.
In quell'anno parte la mostra itinerante del mosaico moderno, che passerà da Grenoble, Chambéry, Marsiglia, Tolone, Strasburgo, Monaco di Baviera, Düsseldorf e l'anno successivo approderà negli Stati Uniti, dove resterà fino al 1962.
Nei mesi a cavallo fra questi due anni si tiene la II Biennale del Museo de Arte Moderna di San Paolo del Brasile, dove Saetti premiato con il dipinto Paesaggio col sole.

Verso la fine dell'anno ritorna a Bologna per prendere parte alla Mostra nazionale di Arte Sacra, dove espone il grande cartone per l'affresco La maternità per la chiesa di S.
Partecipa con tre litografie a colori alla Mostra di incisori contemporanei, organizzata dalla Fondazione Bevilacqua la Masa a Venezia.
La Galleria d'Arte Cinquantasei gli dedica per il secondo anno consecutivo una personale ad Arte Fiera di Bologna.
In estate, partecipa alla collettiva organizzata dal Comune di Venezia alle Botteghe d'arte e a fine anno tiene una personale alla Galleria Gian Ferrari di Milano.
Bruno Saetti nasce a Bologna il 21 febbraio, da famiglia di origine contadina, trasferitasi dalla campagna di Carpi verso la fine dell'Ottocento.
Partecipa al XX Fiorino di Firenze e alla rassegna L'arte moderna nel collezionismo vicentino allestita a Palazzo Chiericati a Vicenza.
Questa dimora diverrà il luogo prediletto da Saetti per questi anni di consacrazione artistica, nei quali alternerà gli impegni dell'arte con momenti di pacifica rigenerazione nell'orto botanico e nel parco ricco di piante preziose.
Prende parte alla Mostra di Pittori e scultori italiani di Zurigo alla quale ripresenta Riccardo con la corazza.
Saetti dona alla Galleria Comunale d'Arte Moderna un importante gruppo di opere.
Partecipa alla XVI Biennale di Venezia con Il giudizio di Paride.
Partecipa alla mostra in occasione del 40° anniversario dalla fondazione della Biennale di Venezia.
Partecipa alla XX Biennale con una serie di opere, fra cui Natività, Ritratto, Natura morta con aragosta, Ciliege, Donne che lavano.
Cresce il numero delle manifestazioni cui partecipa su invito, delle pubblicazioni che gli vengono dedicate e dei riconoscimenti nazionali e internazionali che gli vengono attribuiti.
In estate partecipa alla I mostra del Sindacato nazionale delle Belle Arti a Firenze.
Vince il premio per la pittura alla Mostra d'Arte Triveneta di Padova.
Partecipa con una sala personale alla XXXI Biennale di Venezia, con una posizione di rilevo nel percorso, dove vengono esposte ventitré opere di grandi dimensioni, in cui predomina l'affresco.
Gli viene assegnato il d'oro 1975"riservato ai Maestri dell'Arte italiana, a Villafranca Lunigiana.
La Galleria d'Arte del centro di Studi per l'Incisione di Pesaro dedica a Saetti una personale di grafica con ventotto opere, fra cui acqueforti, puntesecche, litografie e serigrafie.
La Galleria Comunale d'Arte Moderna di Bologna e L'Ente Bolognese Manifestazioni Artistiche allestiscono una sua grande antologica nelle sale del Museo Civico.
Espone alla VI Biennale d'arte sacra dell'Antoniano di Bologna con una Crocifissione, un bozzetto per una pala d'altare.
Palazzo Sarcinelli - Arte e Cultura in Conegliano
Nel gennaio del 1953 si tiene una sua personale alla galleria La Chiocciola di Padova e nella primavera del 1953 partecipa con alcune sue opere a una mostra itinerante di arte italiana contemporanea che si tiene a Stoccolma e poi si sposta a Helsinki e Stockmann.
A fine anno si inaugura una sua importante personale con 18 affreschi e muri presso la galleria De Boer di Amsterdam e alcune sue opere sono esposte alla mostra d'arte italiana di Gotebörg.
Partecipa infine all'importante rassegna di pittura veneziana" organizzata dal Museo Besiktas di Istanbul in collaborazione con la Biennale di Venezia.
Nello stesso anno vince il concorso per la copertina della rivista Il Comune di Bologna.
Nello stesso anno, partecipa alla grande collettiva organizzata dall'Associazione Amici dell'Arte di Faenza, assieme a Romagnoli, Morandi, De Pisis, Tosi, Campigli, Carrà, Mafai, Sironi, Scipione, De Chirico e altri.
Partecipa alla XXVII Biennale di Venezia con Natura morta con l'anguria del 52, Traghetto della Giudecca del '53, Maternità del '53, Composizione del '52, Madre piegata del '54, Tramonto a Burano del '46.
Esegue l'affresco Sacra Famiglia per la cappella della clinica ginecologica dell'Università di Padova.
A Montepiano Saetti viene nominato presidente della pro-loco e si adopera per ravvivare la vita culturale del paese, inaugurando fra l'altro anche una d'arte", dedicata ad artisti del luogo, all'interno della quale si svolgono personali, premi di pittura, rassegne di film, concerti, dibattiti e rappresentazioni teatrali.
Si tengono cinque mostre personali di Saetti, alla Galleria Arte al Borgo di Palermo, alla Galleria La Cornice di Bari, alla Galleria La Nuova Loggia di Bologna, alla Galleria San Vitale di Ravenna, alla Galleria del Cavallino di Venezia.
Espone con una personale alla Galleria del Naviglio di Milano ed invitato al Premio La Colomba, presso i Giardini della Biennale a Venezia, al quale partecipano anche Campigli, Guidi, De Pisis e Carrà.
Partecipa, insieme ad altri diciotto artisti fra cui Filippo de Pisis e Italio Cremona, al concorso e alla mostra organizzati dalla Galleria del Cavallino per un dipinto di soggetto religioso.
Partecipa con diverse opere alla XIX Biennale di Venezia, fra cui Maternità, Bambine, Maschere e Natura morta.
Le sue opere partecipano alla mostra artisti italiani dal futurismo a oggi", che parte da Losanna e si sposta poi a Lucerna.
Nei mesi successivi le sei litografie della cartella e alcuni affreschi col sole sono presentati alla Gallery Universe di Tokyo.
Partecipa con due nature morte e una Composizione alla XXV Biennale di Venezia e sue opere sono esposte alla rassegna Italiana Contemporanea" al Carnegie Institute di Pittsburg e alla mostra Italian Paintings" a Boston.
Presenta quindici opere in una sala personale presso la Mostra d'arte cristiana di Assisi, e un angelo alla IV Biennale Nazionale d'Arte Sacra di Bologna, confermando ed approfondendo il suo interesse per la tematica religiosa.
Frequenta l'Accademia delle Belle Arti di Bologna, dove frequenta i corsi di Augusto Majani per la pittura, Silverio Montaguti per la scultura ed Edoardo Collamarini per l'architettura.
Partecipa alla XXVIII Biennale di Venezia con l'affresco Madre alla finestra.
Partecipa alla sezione Omaggio a Dante dell'VIII Quadriennale di Roma in cui compaiono disegni appositamente realizzati da artisti quali Cagli, Carrà, Campigli, Guttuso, De Chirico.
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Bologna organizza una sua mostra antologica dedicata in esclusiva alle opere grafiche; in Palazzo Pretorio a Prato viene esposta una serie di opere musive di ampie dimensioni.
Due opere di Saetti (Maternità del 1931 e I due fanciulli del 1941) vengono introdotte nel percorso didattico di un istituto superiore di Conegliano veneto, che ripercorre tutte le opere significative dell'arte veneta del novecento.
In marzo partecipa alla II Quadriennale di Roma con l'opera Maternità, che viene poi acquistata dalla Galleria d'arte Moderna di Udine, e con Ritratto.
All'inizio dell'anno, la cartella con i Muri viene esposta allo studio Pozzan di Vicenza.
In quell'anno il governo italiano gli attribuisce la Medaglia d'oro Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte.
A Firenze viene presentata la cartella muri di Saetti', sei litografie frutto di una ricerca di Saetti e dello stampatore Franco Pistelli volta a riprodurre sulla carta il senso dello spessore e la matericità del muro.
Partecipa alla mostra dell'Unione Cattolica Artisti Italiani a San Vidal di Venezia ed espone le fasi preparatorie per l'affresco eseguito l'anno precedente nella chiesa di San Eugenio a Roma.
Partecipa a due mostre a Madrid e a una mostra itinerante che da Uppsala si sposta a Göteborg e poi a Stoccolma.
Partecipa alla IV edizione della Quadriennale di Roma, esponendo Brunella che si pettina, Bambina in giallo, Mia madre, Madre con bimbo, Canal Grande, Natura morta con orologio, e l'affresco Natura morta.
A Varsavia, partecipa a una mostra di artisti veneti allestita sotto il patrocinio di illustri personalità veneziane.
Siete qui -> Home -> Galleria d'arte civica -> Archivio -> Saetti 1902-1984.
Partecipa al Premio del Fiorino a Firenze con l'affresco Madre, del '61 e viene invitato con cinque affreschi alla mostra di Milano", presso la rinnovata Permanente.
Prende parte alla rassegna organizzata a Milano in Palazzo Reale, dove espone nature morte e paesaggi col sole.
Nello stesso anno dipinge il grande affresco Angeli protettori per la chiesa parrocchiale di Campione d'Italia, che parteciperà alla Biennale di Venezia l'anno successivo.
Prende parte a un'esposizione a livello europeo che segue un suo itinerario per le capitali dei paesi dell'Est ed invitato all'Esposizione Universale di Bruxelles, con Nausicaa del 1932.
Partecipa alla rassegna Veneziana Contemporanea" di Tolosa e a Moderna Italiana dal 1850 ad oggi", al Cairo, dove espone Giovane atleta seduto e Madre e bambino.
Sue opere sono presenti all'importante rassegna, organizzata da Carlo Ragghianti, Arte Moderna in Italia 1915-'35 a Palazzo Strozzi a Firenze.
Nello stesso anno, in novembre, il Circolo di cultura di Bologna, dopo ventisei anni dall'ultima personale dell'artista a Bologna, organizza una rassegna dedicata espressamente a Saetti, segnando per lui un ritorno alla città natale.
La cartella di Saetti viene poi presentata a Parigi, presso la casa editrice Brait.
L'introduzione di Carlo Ragghianti e la cartella viene edita dalla Galleria di Palazzo Vecchio con il patrocinio della Compagnia Italiana Grandi Alberghi.
La Galleria d'Arte Cinquantasei gli dedica una personale ad Arte Fiera di Bologna.
Partecipa inoltre con Maternità, del 1950, a una mostra d'arte italiana a Zagabria ed ospite insieme ad altri sei pittori veneziani dell'Institute of Contemporary Art di Londra, dove espone alcune opere ad affresco sul tema della maternità.
Il direttore della Galleria d'arte moderna Cà Pesaro, Guido Perocco, cura il testo introduttivo del piccolo catalogo che accompagna quello di Bologna.
Viene invitato alla I Quadriennale d'arte nazionale di Roma, dove espone Autoritratto, Montanaretti e Ritratto.
In quegli anni, si misura per la prima volta con la tecnica dell'affresco, seguendo le lezioni del professor Bedini presso la Scuola d'Arte.
L'iniziativa bolognese viene ripresa dall'Assessorato alle belle arti e alla cultura del Comune di Venezia che allestisce, in collaborazione con la Galleria comunale d'arte moderna di Bologna, una grande mostra presso l'Ala Napoleonica in Piazza San Marco.
Partecipa alla XXIII Biennale di Venezia nella rotonda del padiglione italiano, dove espone il piccolo affresco Madre e bambino.
Una delle sue opere più significative, Madre veneziana del 1937 viene esposta nella rassegna internazionale Metafisica del quotidiano alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna sottolineando l'importanza dell'artista nella cultura del Novecento.
Il suo olio Riccardo con la corazza e gli affreschi Cestino di Fragole e Composizione partecipano alla XXII Biennale di Venezia.
Nello stesso anno, alcune sue opere vengono esposte alla Universe Gallery di Tokyo ed altre partecipano a diverse collettive, fra cui la II Rassegna d'Arte Sacra di Palermo, e il Premio G.
Riposa a Bologna, a fianco di Giorgio Morandi, in uno spazio che gli era stato concesso gratuitamente anni prima dal Comune.
Partecipa alla mostra Artisti Italiani-opere scelte presso la Galleria Marino di Locarno, espone un Paesaggio col sole, L'alberello azzurro, una maternità e due disegni, in quell'occasione gli viene dedicato un omaggio particolare.
Partecipa alla Mostra nazionale del paesaggio a Bologna, dove riceve una medaglia d'oro.
A Bologna, la Galleria Marescalchi gli allestisce una nutrita personale corredata da un catalogo con presentazione di Franco Solmi.
Partecipa al Premio San Remo per una grande opera che celebri la maternità, destinata all'aula magna della Casa della maternità e infanzia di Roma e viene selezionato tra i primi dieci.
Partecipa alla VI Quadriennale di Roma con Madre Veneziana, Paesaggio grigio, Natura morta con l'organetto e Natura morta col cocomero.



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Molti dei suoi capolavori sono visibili a Bologna: nella Pinacoteca Nazionale , ad esempio, l’Annunciazione (1585) dalla semplicità pressochè neo-quattrocentesca, la Caduta di San Paolo, la Madonna degli Scalzi (1590); nella Cattedrale di San Pietro Il pianto sulla morte di Cristo (1614); nella Basilica di San Giacomo Maggiore San Rocco consolato da un angelo; in San Bartolomeo San Carlo al sepolcro di Varallo (1614); e ancora opere significative sono nelle chiese di San Paolo e di Santa Cristina, e bellissimi cicli di affreschi in Palazzo Magnani e in Palazzo Fava (1583-84).
Ma Ludovico Carracci presente anche a Imola, a Ferrara (con un dipinto alla Pinacoteca Nazionale e uno in Santa Francesca Romana) e a Cento con la così detta Carraccina (Sacra Famiglia con San Francesco, 1591) della Pinacoteca Civica , che seppe entusiasmare il Guercino; e poi ancora a Modena, a Reggio Emilia e a Piacenza.

A Bologna vi sono opere in San Giovanni in Monte , in San Domenico , in San Paolo , oltre che, in numero considerevole, nella Pinacoteca Nazionale.
Bologna, innanzi tutto, con la Pinacoteca Nazionale (la Strage degli Innocenti, 1611-12, il Ritratto della Madre, la Pala della Peste, 1631-32), la Basilica di San Domenico (Apoteosi del Santo, 1613-15, affresco nel catino absidale della cappella dell’Arca), la chiesa di San Bartolomeo , l’Oratorio di San Colombano , il Santuario della Madonna di San Luca.
Assessorato turismo e commercio - Aicer - Regione Emilia-Romagna - Paesaggi d'Autore - Credits
Si raggiunge Ferrara (Martirio di San Lorenzo nella Cattedrale , 1628; Purificazione della Vergine nella chiesa dei Teatini , 1634) e si torna verso Bologna facendo sosta a Pieve di Cento (per ammirarvi la stupenda Annunciazione della Collegiata , 1646).
Tra la fine del Cinquecento e la prima metà del secolo successivo, l’arte emiliana dominata dalla scuola dei Carracci (i fratelli Agostino e Annibale, il cugino Ludovico, attivi a Bologna dal 1580 in poi), il cui influsso innovativo si svilupperà anche attraverso gli apporti fondamentali di altri due grandi artisti, il bolognese Guido Reni e il centese Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino.



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TEXT CACHED
Basterebbe, a prova di questo, la mirabile musica con cui Riccardo Wagner, soggiogato dall’incantesimo della religione, espresse le parole della Consacrazione nel Parsifal.
Ricordo di un maestro all'antica (9/95)
biografica Lino Liviabella nacque a Macerata nel 1902 e morí a Bologna nel 1964.
Gesú fu il ponte umano fra Dio e gli uomini; anche nella musica sacra non si dimentichi la terra, cosí come la teologia non esclude il cuore, ma anzi vive in quanto la luce della carità fra gli uomini.
Anche l’arte di Lino Liviabella non fa parte dei tesori della Chiesa? “ Alla musica il compito di farci pregustare, nella nostra affannata vita terrena, il paradiso e l’eternità.
veramente con commossa gratitudine e profonda ammirazione che vediamo Sua Santità interessarsi, con tanta autorità e competenza, a questa riforma nel campo della musica sacra, cosicché le norme basilari di San Pio X nuova luce, adattate alle presenti condizioni e la musica sacra in certo qual modo arricchita sempre piú risponderà al suo fine» (par.
figlio, Lucio Liviabella, che ringraziamo per averci segnalato l’articolo e per averci autorizzato a pubblicarlo, si dice convinto che “con che cosa stato sostituito il canto gregoriano?” possa solo portare al convincimento il silenzio di tanti valori che riguardano l’arte, vedi l’improvviso silenzio delle Orchestre Sinfoniche e Cori della RAI, sia entrato persino nelle nostre chiese.
10, di tradurre l’errato concetto dell’arte per l’arte con: l’arte per quella parte di Dio che arte, considerando Dio come armonia suprema.
Saper far comprendere l’eterno di certe melodie gregoriane, la vastità senza confine delle sue inflessioni ritmiche, il significato e lo stupore delle sue modalità e compito dei maestri di oggi, che debbono insegnare come i piú grandi artisti di ogni tempo, da Bach e Beethoven a Palestrina e Wagner, si sono incontrati in questo altissimo cielo della musica sacra.
L’affermazione “l’arte per quella parte di Dio che arte” riapre un orizzonte che sembrava perduto e riaccende il desiderio di attingere al tesoro del canto gregoriano.
egli si augura che la rilettura di note come questa del suo illustre genitore, possa un canto interiore» ed aprire gli animi ad una migliore comprensione del valore profondo della piú antica tradizione musicale della Chiesa.
Tale maestro, sia perché geniale compositore, sia perché ricco di quella cultura adatta ad approfondire tale studio, mi sembra sia da preferirsi anche ad un professore di storia o musicologo, che potrebbe allontanare, con l’aridità di un malinteso metodismo, l’alunno che dev’essere animato dalla sostanza viva ed emotiva dell’arte e del canto gregoriano.
Riteniamo che una rilettura delle sue argomentazioni possa aiutare a comprendere quali fossero i suoi convincimenti profondi e di che tempra fosse la sua arte, soprattutto in relazione al sentire del Maestro in ordine al canto gregoriano.
sono nell’arte musicale delle vette (basta pensare a certi adagi di Beethoven) che sono come dei testamenti spirituali, fonti a cui ogni artista deve dissetarsi, alte stelle a cui ci conduce un particolare misticismo intimo, parole di divina semplicità eterne come il Vangelo.

In essa si parte dalle parole di San Pio X: Chiesa ha sempre favorito il progresso nelle arti e lo ha aiutato, accogliendo nell’uso religioso tutto ciò che l’ingegno umano ha creato di buono e di bello nel corso dei secoli, purché restassero salve le leggi liturgiche» (par.
Lino Liviabella svolse anche una intensa carriera didattica: insegnante di Pianoforte e Direttore del Liceo Musicale di Pescara, insegnante di Armonia in quello di Venezia, di Composizione al Conservatorio di Palermo, tenne per dieci anni la cattedra di Composizione a Bologna, e fu direttore dei Conservatori di Pesaro, di Parma e di Bologna.
questo insegnamento non credo inoltre che la conoscenza teorica e pratica del canto gregoriano di qualsiasi maestro, anche se sperimentato, sia sufficiente a far innamorare gli allievi della materia al punto che possano assimilarla come una necessità spirituale della loro arte.
Credo, pertanto, che per educare tali capacità e tali mezzi sia necessario un apostolato liturgico che può avere un’efficiente collaborazione nei Conservatori, sia per i Sacerdoti che intendessero frequentarli (non sempre agevole frequentare la Scuola Pontificia di Musica Sacra a Roma), sia per i laici che vogliono coltivare questo ramo eletto dell’arte musicale.
una fede quanto piú vera fede, tanto piú sente nell’arte il mezzo diretto per servire in bellezza il vero Dio.



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OLIVIERO RAINALDI - Opere di scultura, pittura e disegno di Oliviero Rainaldi



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